Sono passati ormai anni e numerose stagioni di serie tv nell’universo cinematografico Marvel da quando la marine spaziale dai super poteri Carol Danvers (Brie Larson) è stata introdotta in Captain Marvel e ha svolto un ruolo significativo in Avengers: Endgame.

Carol fa il suo ritorno in The Marvels della regista Nia DaCosta, in una storia d’insieme che affida all’eroina, abitualmente solitaria, due aiutanti: Kamala Khan, alias Ms. Marvel (Iman Vellani) e Monica Rambeau (Teyonah Parris), la figlia ormai adulta della defunta amica di Carol, Maria (se non sapete di chi stiamo parlando poiché i background di questi personaggi sono stati esplorati nell’universo televisivo Marvel, consolatevi: non tutti hanno tempo e voglia da dedicarvici).

I tre personaggi vengono messi insieme attraverso uno squarcio nel tessuto spazio temporale da Dar-Benn (Zawe Ashton), un membro dell’Impero Kree che Carol ha combattuto in Captain Marvel. Carol, Monica e Kamala hanno ovviamente i superpoteri e, quando usano le loro abilità contemporaneamente, si scambiano di posto. Non è un granché come trovata, ma il problema dei film di supereroi contemporanei è che, indipendentemente dal personaggio, i film si riducono sempre a semidei che sparano raggi di energia dalle mani e dagli occhi; The Marvels non fa certo eccezione e qualcosa in più andava messo, di qui (probabilmente) lo scambio di posto.

A complicare le cose, la trama irregolare del film sottolinea quanto siano diventati ingombranti i film intrecciati ma individualmente piuttosto approssimativi dei Marvel Studios. Captain Marvel si concludeva con Carol che andava nello spazio per trovare un luogo sicuro per la razza rifugiata Skrull, sfollata dall’imperialismo Kree, e che poi viene sviluppata in una serie tv. The Marvels offre un nuovo retroscena (e legami con Dar-Benn) tramite flashback di avventure solo televisive, e per questo decisamente poco comprensibili.

Tutto ciò ostacola ulteriormente il personaggio di Carol, e il contesto del suo ritorno. Allo stesso modo, Kamala e Monica sembrano inserite frettolosamente, con i sentimenti di Monica (abbandonata da bambina da Carol) lasciati ai margini, in modo da lasciare spazio extra a Kamala per relazionarsi con Captain Marvel. E per chi non è addentro all’Universo Cinematico Marvel, altrettanto frustrante è gran parte dell’azione del film: il costante teletrasporto degli eroi tra le rispettive posizioni è un espediente promettente, soprattutto nella prima metà, quando ciascuno dei tre personaggi principali occupa uno spazio diverso. Ma già dai primi combattimenti il film perde rapidamente il ritmo, mentre un montaggio confusionario trasforma una premessa già caotica di persone che si scambiano posizione ogni pochi secondi in un miscuglio incomprensibile. Solo nel climax della storia, quando gli eroi si trovano nella stessa area ristretta e possono quindi calibrare meglio i loro continui cambiamenti di posizione, l’azione raggiunge un senso logico di movimento e tempismo. A quel punto, però, lo spettatore (perlomeno chi scrive) è già esausto.

Fortunatamente nel finale di The Marvels, le tre protagoniste imparano almeno a cooperare e connettersi tra loro. Gran parte della storia principale che collega Iron Man fino a Endgame è stata definita dall’incapacità di Tony Stark di imparare dai propri errori, ma qui Carol ammette le conseguenze involontarie dei suoi tentativi di rendere l’universo un posto più sicuro senza considerare le conseguenze delle sue azioni. A sua volta, impara a sistemare le cose fidandosi dei consigli e dei talenti delle donne che vede non come alleate scomode ma come autentiche amiche. Non è molto, ma potrebbe essere un buon punto di partenza per sconfiggere i prossimi nemici della galassia.

Beppe Musicco

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