L’attrice Olivia Wilde torna alla regia per la terza volta (dopo La rivincita delle sfigate e il più noto Don’t worry darling) con The Invite, remake del film spagnolo Sentimental (2020), a sua volta adattamento dell’opera teatrale Els veïns de dalt (I vicini di sopra), entrambi diretti da Cesc Gay. Dopo una lunga fase pre-produttiva che ha visto il progetto passare di mano in mano fino ad arrivare a Wilde, è finalmente giunto nelle sale italiane. 

Il film è un one location (girato quasi completamente all’interno di un solo luogo) ad altissima tensione che vi farà ridere come pazzi, ma anche riflettere. La coppia annoiata e litigiosa di Joe e Angela ospita a cena gli eccentrici inquilini dell’appartamento di sopra: una donna spagnola di nome Piña e il suo compagno Hawk. Angela si dà da fare istericamente per ringraziare i vicini di non essersi mai lamentati, nonostante i forti rumori dovuti ai lavori di ristrutturazione della casa, mentre Joe è particolarmente scontento dell’intrusione e vorrebbe portare la conversazione su altri rumori: quelli provenienti dalla camera da letto di Piña e Hawk, che lo tengono sveglio la notte. Con un ritmo al cardiopalma, The Invite ci trasporta nel dramma della relazione di coppia. Non a caso il film inizia con la famosa citazione di Oscar Wilde: “One should always be in love. That is the reason one should never marry” (si dovrebbe essere sempre innamorati, ecco perché non bisogna mai sposarsi). 

Il cast vanta ottimi nomi: Penelope Cruz si presenta con un nuovo look nei panni della spagnola Piña ed è un piacere sentirla parlare nella sua lingua madre, accompagnata da un goffissimo Edward Norton (Hawk), un personaggio particolare che si può odiare e amare allo stesso tempo. Menzione d’onore ai protagonisti principali Olivia Wilde, che a quanto pare ama sia recitare che dirigere e speriamo continui a farlo, e il maestro della commedia Seth Rogen

L’eco del teatro è molto forte e la sceneggiatura, affidata a Will McCormack e Rashida Jones, è una grandissima opera di scrittura che ci trasporta in un clima di costante tensione e colpi di scena, il che rende la location unica un enorme strumento a favore della storia, più che un ostacolo. Sulla carta molto simile a progetti affini come il magistrale Carnage (2011) di Roman Polanski, anch’esso tratto da opera teatrale, o, esattamente dieci anni dopo Malcom & Marie (2021) di Sam Levinson. The Invite però riesce a distanziarsi e ha un grandissimo pregio: l’ironia isterica, capace di catturare fin dal primo istante e non mollare mai la presa. Una commedia sferzante e senza peli sulla lingua, particolarmente incentrata sulla sessualità e le sue stranezze e che però, sorprendentemente, va a scavare temi molto più profondi e universali con un finale inaspettato e soddisfacente.  

Il nostro consiglio è quindi di correre a vederlo al cinema, con un suggerimento spassionato: meglio insieme a un grande gruppo di amici e non solo con il proprio coniuge, a meno che non siate molto coraggiosi (o molto innamorati). 

Maddalena Villa

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema

Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube