Melissa e Ronnie sono innamoratissimi ma, dopo il ballo di fine anno, sono vittime di un terribile incidente nel quale il giovane perde la vita. Dopo cinque anni, Melissa si reca in visita dalla famiglia del giovane e annuncia di essere incinta di Ronnie, l’unico uomo con cui sia mai stata…

È sicuramente molto suggestivo il punto di partenza di questo giallo di Rowan Athale, al suo secondo film. Lo spettatore si trova di fronte a un evento inspiegabile e si chiede se sia tutto vero o se Melissa (impersonata da Margaret Qualley, in questi giorni sullo schermo con C’era una volta a… Hollywood e alla recente Mostra di Venezia con Seberg) non stia mentendo. Il ritmo si fa serrato man mano che si avvicina il parto della ragazza che entra in “guerra” con tutti pur di difendere la sua convinzione, supportata da una coppia di anziani vicini che, negli anni dopo l’incidente, si sono presi cura di lei. Melissa, infatti, è sola; lontana dalla sua famiglia e fortemente osteggiata dalla madre di Ronnie (Connor Jessup) che, dopo la morte del figlio, non si è più ripresa, ha divorziato e sembra non provare particolare affetto per il secondo figlio, Philip (Nick Robinson).

Il problema di questo film, però, è che quando si svela l’arcano – come spesso succede con i thriller o gli horror, specie se con venature “soprannaturali” – emerge tutta la debolezza della sceneggiatura. E se Strange But True regge discretamente per metà film, la seconda parte è invece un precipitare di soluzioni che deludono le attese dello spettatore e rendono il tutto poco convincente. Peccato, perché il film prometteva bene con la voce fuori campo di Melissa che invitava a interrogarsi sul senso della vita. Brava comunque la protagonista Margaret Qualley.

Aldo Artosin