La domenica di Berlino si apre in tono con il giorno della settimana con il film del francese Cédric Kahn La prière, protagonista Thomas, un giovane dipendente dall’eroina che per curarsi va in una comunità di ispirazione religiosa quasi monastica. Il regista (grazie anche al lavoro dei due sceneggiatori che vengono dal documentario e hanno studiato l’argomento per lungo tempo) affronta il mondo della comunità con curiosità e rispetto, stando dietro al difficile percorso del suo protagonista con attenzione e senza ideologia. Nella comunità si lavora e si prega molto, i ragazzi non sono mai lasciati soli (e infatti una delle cose più belle del film è il rapporto che si crea tra Thomas e il suo “angelo custode”, Pierre, ex eroinomane come lui), ma c’è anche lo spazio per il canto, l’umorismo e le gite in montagna. Proprio durante una di queste Thomas ha un’esperienza capace di cambiargli la vita per sempre, ma un ruolo fondamentale hanno anche i rapporti di amicizia capaci di superare il muro della sua solitudine. In un mondo prevalentemente maschile spiccano due figure femminili: quella della suora fondatrice, interpretata da Hanna Shygulla, e quella di una ragazza, figlia di contadini del luogo, che ha un ruolo fondamentale nel percorso di Thomas. Un po’ come con Uomini di Dio di Xavier Beauvois , anche qui un non credente riesce nell’impresa di tratteggiare un mondo di persone che credono evitando la doppia trappola dell’ironia cinica e del pietismo.
Il concorso prosegue con l’unica italiana in gara, Laura Bispuri con Figlia mia. La regista italiana, che a Berlino era già stata con Vergine giurata (sempre Alba Rohrwacher protagonista), è da sempre interessata alle figure femminili e qui ne tratteggia due, simmetriche e speculari: una madre naturale incapace e sciagurata, ma vitalissima, e una adottiva accudente, iperprotettiva e pronta a tutto per non lasciarsi portare via la figlia amatissima. Sullo sfondo di una Sardegna di volta in volta contemporanea e fuori dal tempo, meglio della Rohrwacher, qui in modalità forse un po’ deliberatamente eccessiva, fa Valeria Golino, dolente e a volte addirittura spietata; ma la vera sorpresa è la piccola esordiente che veste i panni della contesa Vittoria. In questo ricco panorama femminile spicca la figura bella e discreta di un padre adottivo sempre un passo indietro ma con le braccia aperte ad accogliere sofferenze, dolori ed errori. La storia presenta più di un’incongruenza, ma va dato atto alla Bisburi di un investimento senza compromessi nei confronti dei suoi personaggi.
Nel Panorama trova posto anche l’ultimo film del regista russo adottato in Occidente Timur Bekmambetov, Profile, ispirato al reportage di una giornalista inglese che attraverso i social media prende contatto con un jihadista creandosi una falsa identità per scoprire le modalità di reclutamento di giovani e ingenue ragazze occidentali convinte a partire per la Siria dall’ISIS. Il rapporto a distanza con il combattente, iniziato come uno stratagemma investigativo, trascina la giornalista in un legame autentico, che porterà la giovane donna a un passo dal baratro. La particolarità del film, tuttavia, sta nel fatto che lo spettatore vede solo lo schermo del computer della protagonista (multiplo e in costante aggiornamento), che attraverso Facebook e Skype comunica con redazione, fidanzato, amiche, ma soprattutto con il terrorista che vuole affascinarla e convincerla a sposarlo e raggiungerlo nel califfato. L’effetto è sorprendente e soprattutto angosciante ed efficace nel farci vivere una vicenda in cui i contorni del reale, sebbene sempre filtrati dal pc, assumono un aspetto sempre più sinistro e minaccioso.
Da segnalare tra gli speciali della mostra anche Monster Hunt 2 (il primo capitolo passò un paio d’anni fa al Festa del cinema di Roma), notevole esempio, anche dal punto di vista produttivo (al boxoffice natalizio in patria ha surclassato l’ultimo Star Wars), della via cinese al fantasy, sempre divisa tra spettacolari duelli in stile arti marziali, siparietti cominci e farseschi e un messaggio di convivenza e rispetto tra diversi (in questo caso umani e mostri) di attualità.

Laura Cotta Ramosino

Il trailer di Figlia mia, secondo film di Laura Bispuri: