Stella e Achille hanno trent’anni, sono fidanzati da quando ne avevano quindici e ora sono sposati con un figlio, Flavietto. Vivono in provincia di Roma e gestiscono una rivendita all’ingrosso di frutta. Si vogliono bene ma la routine della vita di famiglia si fa sentire. Stella ha una madre, Rossana, depressa che non esce di casa e Achille si deve confrontare con la madre Lucia, impegnata a lanciare la carriera politica del fratello. Per sfuggire a tutto questo Stella, andata a trovare una sua amica a Roma, vive una notte di sesso con Gil, un cuoco di origini africane. Tornata a casa, e in preda ai sensi di colpa, passa una notte d’amore con il marito. Il risultato è che rimane incinta dei due uomini e quando nascono due gemelli, Paride ed Enea, il tradimento non può essere nascosto e la sua vita cambia per sempre…
Il regista Luca Lucini si è spesso cimentato in commedie che hanno trattato le dinamiche di famiglia. Ricordiamo velocemente Amore, bugie e calcetto, Oggi sposi, Diventare grandi nonostante i genitori, solo per citarne alcuni. Stella gemella non fa eccezione e prende spunto da un fenomeno rarissimo – quello della superfecondazione etero-parentale che può portare una donna a rimanere incinta di due uomini – per raccontare la storia di una ragazza, Stella (Marina Gatti), troppo presto alle prese con responsabilità di famiglia, che si chiede quale sia il suo destino e se non sia possibile per lei immaginare un futuro diverso.
Stella gemella è una commedia, a tratti un po’ amara, in cui si percepisce bene il senso di soffocamento di Stella. Da una parte la famiglia, il mutuo da pagare, un matrimonio che ha perso slancio, dall’altra il confronto con una madre depressa (Rossana, impersonata da Margherita Buy) e una suocera invadente e agitatissima (Lucia, Laura Morante). La nascita dei due gemelli, uno bianco e uno nero, è ovviamente uno shock per lei, per il marito e per i parenti ma alla fine è anche lo scossone di cui aveva bisogno per provare a cambiare vita.
Stella è consapevole che ci sia bisogno di un cambiamento e che le cose non stavano funzionando bene. Lentamente se ne rende conto anche Achille (Matteo Olivetti) che – messo in grande difficoltà dal tradimento della moglie e dalla nascita di un figlio non suo – cerca di trovare un nuovo equilibrio e, forse, un nuovo rapporto con la moglie. Stella non vuole una “famiglia allargata” e neanche fuggire a Roma, ma spera di ritagliarsi un nuovo spazio nella comunità in cui vive da sempre, contro tutti i pregiudizi, i razzismi e i moralismi.
Luca Lucini guida bene il film, che lo vede anche coautore della sceneggiatura. Marina Gatti e Matteo Olivetti sono bravi ma un plauso va alle due consuocere Margherita Buy e Laura Morante per come hanno saputo caratterizzare i loro personaggi, un po’ macchiettistici ma comunque riusciti.
Stefano Radice
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