Spy (id.)
Usa 2015 – 120′
Genere: Commedia
Regia di: Paul Feig
Cast principale: Melissa McCarthy, Jude Law, Allison Janney, Jason Statham
Tematiche: spionaggio
Target: sopra i 14 anni

Un’agente CIA che ha sempre svolto lavoro d’ufficio si trova catapultata nel mezzo dell’azione per sventare la vendita di un ordigno nucleare

Recensione

Può un film di spionaggio alla James Bond essere costruito intorno alla figura di una cicciona? La presenza di Melissa McCarthy assicura non solo di sì, ma riesce anche a far funzionare una squadra di attori di primo piano, che ruotano intorno a lei perfettamente funzionali solo alla sua stupefacente linea di condotta. La McCarthy interpreta Susan, un’agente CIA che, nonostante gli ottimi risultati conseguiti nell’addestramento, è confinata in un seminterrato ad assistere dal computer Bradley Fine, un agente sul campo (Jude Law). Collegata in audio e video, gli suggerisce le mosse, ne anticipa i pericoli, pianifica la missione. E, ovviamente, ne è disperatamente innamorata. Quando la rete degli agenti viene bruciata, si offre volontaria grazie al suo aspetto insospettabile. Con la diffidenza del suo capo e il disprezzo degli altri agenti, le viene affidato un incarico di sorveglianza, per scoprire chi custodisce un ordigno nucleare. Ma quando arriva a Parigi, Susan comincia a fare di testa sua, dando l’avvio a un’incredibile serie di avvenimenti che la porteranno a spacciarsi per una bodyguard e ad entrare nello staff di una pericolosa criminale bulgara (Rose Byrne).
Se la vis comica della McCarthy è ben nota (molti ricorderanno Le amiche della sposa che le valse una candidatura all’Oscar), questo film dimostra quanto sia capace di tenere la scena e di inserirsi perfettamente nel filone action. La presenza di Jude Law e Jason Statham (quest’ultimo una costante nei film picchia-e-spara, ma qui in chiave comica e autoparodistica nel ruolo di una spia presuntuosa e imbranata) dà un tocco di ulteriore divertimento in una commedia dalla risata quasi continua. La ansiosa, ingombrante, goffa Susan, dalla autostima inesistente, sul campo si trasforma in una donna determinata, creativa, capace di reinventarsi di momento in momento, a seconda del bisogno: capace di mettere gli uomini al loro posto, di usare le armi, lottare contro spietate killer a colpi di padella, come pure di guidare aerei ed elicotteri. Surreale quanto basta (il tocco perfetto: la sede della CIA è infestata da topi e pipistrelli), con scene di azione in grado di soddisfare anche i più appassionati del genere, Spy è demenziale e divertente, e ben si presta anche a futuri sequel.

Beppe Musicco