Sopravvissuto – The Martian (The Martian)
USA 2015 – 141’
Genere: Fantascienza, drammatico
Regia di: Ridley Scott
Cast principale: Matt Damon, Jessica Chastain, Michael Peña, Kristen Wiig, Jeff Daniels, Sean Bean, Chiwetel Ejiofor
Tematiche: avventura, spazio, collaborazione, salvataggio
Target: da 11 anni

Durante una missione su Marte, un astronauta viene creduto morto e abbandonato sul pianeta

Recensione

Ragionare sulla permanenza dell’uomo su Marte, cercando di attenersi il più possibile alle leggi della fisica come le conosciamo noi ora, vuol dire avere a che fare con tempi dilatatissimi: solo per aspettare una risposta a una domanda fatta a qualcuno sul pianeta rosso ci vogliono 25 minuti. A tornare da là sulla Terra ci vuole più di un anno. Va bene che il cinema permette di condensare secoli in pochi secondi, ma mantenere una serietà nell’affrontare il tema di un uomo rimasto solo e che ha molto tempo a disposizione (forse quattro anni prima che qualcuno torni a prenderlo), richiede una certa disciplina. Tutto è più lento, per chi deve cercare di sopravvivere consumando il meno possibile in cibo ed energie, ed anche per i suoi compagni che devono decidere se continuare il viaggio verso casa o tornare indietro a cercar di salvarlo. Ridley Scott, che riprende un fortunato libro di Andy Weir affronta la vicenda in modo asciutto e con un pizzico di humour, per cercare di mostrare che in fondo siamo tutti uguali. Che si stia in un avveniristico centro di controllo nel Texas, su un’astronave nello spazio o sul terriccio rossastro del quarto pianeta del sistema solare, siamo tutti uomini, e in quanto tali, fallibili. Si prendono decisioni avventate, si fanno tentativi che vanno male, si sbaglia e si ricomincia cercando di fare tesoro dei propri errori; tutti condividiamo piccole variazioni, solitudini e ansie, confortate parzialmente e saltuariamente dal contatto umano e da sforzi condivisi. Aggiungendo a questo dialoghi spesso molto spiritosi ed effetti speciali allo stato dell’arte, Ridley Scott è riuscito a fare un film che, a parere di chi scrive, dimostra che il regista di Alien e Blade Runner è ancora capace di maneggiare stupendamente la materia, dando una visione scientificamente credibile per gli appassionati, anche se solo a livello “Discovery Channel”, ma al tempo stesso non ridicolo per chi di astrofisica se ne intende veramente. Matt Damon è Mark Watney, l’astronauta che viene colpito dall’antenna delle trasmissioni mentre una terribile tempesta costringe gli astronauti ad abbandonare precipitosamente il pianeta. Non risponde più, e con dolore il comandante (Jessica Chastain) dà l’ordine di decollare senza di lui. Quando si risveglierà dalla botta e scoprirà di essere solo, senza possibilità di parlare con la terra e con viveri per qualche mese, dovrà fare appello alla sua professionalità di botanico, aggiungendo molta creatività ai suoi sforzi di sopravvissuto. Lo stesso discorso vale anche per chi dovrà prendere decisioni impegnative e molto costose, come il direttore della NASA (Jeff Daniels), il responsabile della missione (Chiwetel Ejiofor) e molti altri (da non perdersi una scenetta con Sean Bean che cita Il Signore degli anelli e che manderà in visibilio i fedeli tolkeniani). Non aspettatevi però alzate d’ingegno fantasy alla Brian De Palma o Carpenter, che pure hanno detto la loro su Marte. Qui siamo molto più vicini ad Apollo 13. A Marte lasciamo le domande e le riflessioni di Watney, che in completa solitudine osserva estatico e intimorito un panorama di desolante eppur fascinosa bellezza, chiedendosi se il suo destino potrà mai essere altrove.