Uscito brevemente prima della chiusura delle sale nel 2020 e riproposto per soli tre giorni – e solo in pochi cinema del produttore Aurelio De Laurentiis – per la riapertura di fine aprile 2021, Si vive una volta sola è l’occasione per Carlo Verdone di giocare ancora una volta con la professione medica e i suoi risvolti più o meno cinici.

Verdone interpreta il professor Umberto Gastaldi, che con il suo aiuto Pezzella (Max Tortora), l’anestesista Lasalandra (Rocco Papaleo) e la strumentista Santilli (Anna Foglietta) sono quattro professionisti stimati a Roma e anche in Vaticano. Per quanto imbattibili in sala operatoria, i quattro non sembrano aver altrettanto successo nella vita privata: Gastaldi ha una figlia-soubrette con un certo seguito di pubblico in trasmissioni televisive che ovviamente il padre disapprova, con conseguenti litigi e accuse; Pezzella è sposato ma tradisce continuamente la moglie; la Santilli pare trovare solo uomini che feriscono i suoi sentimenti e Lasalandra, single senza troppa fortuna, è costantemente bersaglio dei pesanti scherzi degli altri tre. Durante una serie di esami ai quali l’equipe si sottopone abitualmente, Gastaldi scopre che a Lasalandra mancano ormai pochi mesi di vita. Confidandosi con gli altri due membri dello staff, nessuno ha il coraggio per parlar chiaro col collega; quindi decidono di proporre una vacanza insieme in Puglia per trovare il momento opportuno.

Purtroppo Verdone non è Monicelli, e la sua indubitabile capacità come attore comico non è adeguatamente supportata dalle doti di sceneggiatore e regista. Nonostante il cast di valore (Tortora è un talento dalle sfaccettature – specie quelle drammatiche – ancora in gran parte da valorizzare; la mimica facciale di Papaleo gli permette di recitare e far ridere anche stando zitto, la Foglietta è sempre brillante), la storia procede per scenette che devono aggrapparsi ai soliti equivoci sessuali, alle battute in romanesco e alle bellezze della Puglia esibite come in uno spot promozionale. Per arrivare a un finale prevedibilissimo, il percorso è poco divertente e tirato per i capelli. Molto più divertente vedere Verdone qualche tempo in una farmacia di Roma col camice a dare consigli azzeccati ai clienti, che nei panni di un primario accigliato che non sa capire se una cartella clinica è vera o falsa. Disponibile su Amazon Prime Video.

Beppe Musicco