La notizia stupefacente, per un film di animazione, è che non vedrete nessun nome noto di attori, personaggi dello spettacolo o dello sport tra i doppiatori di questo film. Per un semplice motivo: non servono nomi di richiamo per fare belati, latrati e grugniti. Shaun, vita da pecora è infatti un vero film comico nella più classica delle accezioni: muto (e per questo facilmente comprensibile dai 2 anni in su), e dalla comicità slapstick, fatta di porte che sbattono sul naso, scivoloni e torte in faccia. E, ciò nonostante, è uno dei film più moderni e all’avanguardia tra i prodotti del cinema contemporaneo.

Nato nel 2007 per la televisione dalla fervida fantasia di Tim Park, creatore anche di Wallace e Gromit e di Galline in fuga, il personaggio di Shaun è quello di un’astuta pecora che trascorre allegramente il suo tempo con il gregge e con Bitzer, cane da pastore amante della musica e della siesta. Il tutto nel pascolo di un fattore estremamente miope e che non si rende conto dell’acume degli animali della fattoria. Se gli episodi da sette minuti creati per il piccolo schermo sono ben presto diventati oggetti di culto anche per un pubblico di adulti, questo lungometraggio, che prende spunto da un’insolita vacanza del gregge nella metropoli, sarà ancora una gioia per i piccoli e i grandi. E chi tra questi aveva già apprezzato in Galline in fuga la creatività e i rimandi alla letteratura (La fattoria degli animali di Orwell) o a film classici come La grande fuga, non rimarrà deluso: anche in questo film le citazioni filmiche si sprecano, da Charlie Chaplin a Schwarzenegger, da Hannibal Lecter a Jacques Tati, tutte quante ad arricchire le comiche e pazzesche avventure di Shaun, Bitzer e del gregge, alla ricerca del fattore che vaga nella grande città in quanto ha perso la memoria. Le trovate si sprecano, e ognuna è originale e divertente, degna dei classici di Hollywood. Ma capace anche di parlare ai bambini di cose belle, come l’aiuto reciproco, l’amicizia disinteressata, il valore del tempo trascorso insieme. Come in una favola di Esopo, Shaun e il gregge (facendoci ridere) hanno ancora molto da dirci.

Beppe Musicco