Non amando particolarmente chi sfrutta ogni film per parlare unicamente della società che li ha generati, per lungo tempo ho evitato di cadere nella tentazione di spostare il centro della critica cinematografica unicamente su questo versante. Eppure l’uscita planetaria del nuovo blockbuster made in Usa, tratto dal celebre serial “Sex and the City”, è un’occasione ghiotta per chi voglia vedere come è cambiata la rappresentazione femminile tra disinibiti format di successo e moderati epigoni cinematografici (già questo un brutto segno dei tempi: la vivacità televisiva condannata alla serialità genera un super film, come ultimo succulento prodotto da sfruttare).,Le donne sono quattro: Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda, amiche inseparabili, affamate di abiti firmati e di uomini. Nella Grande Mela sono venute cercando successo e l’amore; sullo schermo televisivo le quattro hanno intrattenuto i loro fans dal 1999 al 2004, chiacchierando in modo disinibito delle loro avventure, prestandosi vestiti che ogni donna vorrebbe e diventando piccoli squali sul lavoro. Non certo un programma di santità, anzi un puro concentrato satirico e pungente di un mondo che raramente sa scavare al di là della superficie degli affetti. ,Da questi presupposti si parte per produrre un film che sia un successo planetario, una postilla zuccherosa del serial, capace di conquistare anche paesi dove le donne hanno ben altre esistenze (e infatti lo scollato abito di Carrie sulla locandina internazionale del film è stato cambiato per l’uscita nel mondo islamico). In questo “Sex and the City” il cuore non diventa più il sesso goliardico esibito nelle puntate televisive ma il matrimonio e i suoi problemi. Forse perché tutte sono sulla quarantina, forse perché dopo l’11 settembre il lato più superficiale d’America è stato portato verso nuove riflessioni. Carrie (la protagonista, Sarah Jessica Parker) sta infatti per sposarsi con Big, suo storico fidanzato con il quale ha attraversato mille disavventure. La timida Samantha è sposata e ha una bambina adottata quando si trova alle prese con una gravidanza a lungo attesa. La rampante Charlotte, la divoratrice di maschi del gruppo, deve sopravvivere alla routine quotidiana accanto al compagno belloccio. E l’avvocatessa Samantha, con marito e figlioletto, si ritrova ad affrontare un tradimento inaspettato. Come in ogni commedia che si rispetti, le quattro dovranno superare – tra le risate – il loro dramma per riuscire a trovare un nuovo equilibrio nel loro rapporto di coppia. Così le disinibite amiche sui tacchi a spillo delle loro Manolo Blahnik, sono diventate mogli e mamme, sempre glamour ma un po’ appesantite e ormai fuori dai locali alla moda newyorkesi. Nuove figure femminili che reinterpretano con lusso il modello di donna consolidato e lontano dalle ondate femministe. Peccato che ci sia ben poco coscienza nell’acquisizione di questo cambiamento: è avvenuto come se fosse un cambio d’abito firmato, rigorosamente fuori campo.,Daniela Persico