Sergio Leone – L’italiano che inventò l’America è il titolo di questo intenso e bel documentario di Francesco Zippel su uno dei registi più conosciuti, amati ed apprezzati del cinema italiano nel mondo. Un regista, Sergio Leone, giustamente celebrato per i suoi film, per la sua capacità di rigenerare il genere western dandogli nuova vita e per aver realizzato capolavori in grado di commuovere e affascinare le platee internazionali.

Sono tanti i registi e attori che rendono onore al ricordo dell’arte di Sergio Leone. Vediamo sfilare Clint Eastwood, Steven Spielberg, Quentin Tarantino, Darren Aronowsky, Jennifer Connolly, Robert De Niro, Eli Wallach, Carlo Verdone, Giuseppe Tornatore e tanti altri ancora.  E, immancabilmente, il maestro Ennio Morricone.

Su tutti, però, si staglia la figura di Leone che attraverso ricordi, spezzoni di interviste e contributi, spiega il suo modo di fare cinema per lui che è figlio di un regista del muto, Vincenzo Leone, di cui in qualche modo ha voluto portare avanti la carriera cercando di ottenere quei risultati che al padre non è stato possibile raggiungere: «Il cinema è la mia vita. Dopo la morte di mio padre mi sono sentito quasi obbligato a continuare la sua opera», dichiara Sergio Leone all’inizio del documentario.

Protagoniste assolute le immagini dei suoi film dal Colosso di Rodi alla trilogia del dollaro, passando per C’era una volta il West e Giù la testa, per finire con quel capolavoro assoluto che è stato C’era una volta in America.  E proprio a questo suo ultimo film è dedicata un’ampia parte del documentario in cui si racconta quasi dell’ossessione di Sergio Leone per riuscire a realizzare una storia che avrebbe riscritto in qualche modo i canoni del genere gangster movie e per la quale rinunciò a dirigere Il padrino. Un’ossessione durata oltre dieci anni anche se la gioia per aver portato a termine il lavoro venne mortificata dalla decisione dei produttori americani di rimontare e tagliare il film tanto che Leone disconobbe il risultato di questo lavoro.

Un ruolo particolare lo ha anche, ovviamente, Ennio Morricone che ricorda nell’intervista il suo rapporto con il regista e un sodalizio durato un’intera carriera grazie a musiche indimenticabili che hanno contribuito a far entrare ancora più nel mito il lavoro di Leone. Non mancano momenti intensi: sfidiamo il pubblico a non commuoversi insieme a Jennifer Connoly quando racconta come arrivò alla scena del bacio in C’era una volta in America. Un documentario di storia del cinema, imperdibile, che è impreziosito anche dai ricordi dei figli di Leone: Francesca, Raffaella e Andrea; gli ultimi due stanno portando avanti l’attività della Leone Film Group fondata dal padre poco prima di morire nel 1989. «Faccio i film che amo fare», sentiamo dire a Sergio Leone, e si può sintetizzare così la sua irripetibile carriera.

Il docufilm è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia.

Stefano Radice

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema