Due film in concorso, qui a Venezia, di autori noti e importanti: si tratta dell’italiano (ma girato in inglese negli Stati Uniti con interpreti internazionali) Bones and All di Luca Guadagnino e del francese Athena (nella foto) di Romain Gavras, figlio del regista greco Costa-Gavras.

Guadagnino torna a Venezia per la terza volta, con un film totalmente differente dai precedenti: i giovani protagonisti (interpretati da Timothée Chalamet e Taylor Russell) sono accomunati dal fatto di essere cannibali e di non poter resistere all’impulso di divorare corpi di persone già morte o che loro stessi hanno ucciso. Uno scenario decisamente horror, che Guadagnino riesce però a sollevare dal genere splatter grazie alle capacità di dirigere gli attori (tra cui anche uno splendido Mark Rylance), a una fotografia di grande respiro e all’equilibrio tra la parte sentimentale e quella più spaventosa. Un film comunque e decisamente non per tutti…

Forte come un pugno nello stomaco fin dalle prime immagini anche Athena di Gavras, ambientato in quartiere francese dall’omonimo nome, dove la polizia è impegnata a cercare tra i propri ranghi gli autori di un pestaggio che ha portato alla morte di un ragazzino. L’episodio, filmato e postato in rete, genera la sollevazione di tutto il quartiere e a una vera e propria guerra civile tra abitanti e polizia, che vede anche i membri della stessa famiglia schierati tra le opposte fazioni. Un film che si inserisce nel filone sociale (come anche il recente Les misérables), che mostra il disagio degli abitanti delle dei quartieri periferici delle grandi città (abitati prevalentemente da immigrati delle ex colonie francesi) e nei quali non sembra esserci nessuna prospettiva di soluzione a questo disagio.