Sei minuti a mezzanotte è ambientato in un collegio anglo-tedesco nell’estate del 1939, alla vigilia dell’invasione della Polonia da parte della Germania nazista. Le ragazze della scuola, tutte figlie di gerarchi nazisti che le hanno mandate in Inghilterra a imparare la lingua, loro malgrado sono al centro di azioni di spionaggio e controspionaggio da parte dei servizi segreti inglesi e tedeschi. Sono sole e non possono fidarsi di nessuno, non dell’anziana direttrice che non riesce a proteggerle, né dell’istitutrice collusa con il regime nazista e neanche del professore di inglese…

Diretto da Andy Goddard, Sei minuti a mezzanotte è ispirato a una storia vera. Siamo di fronte al più classico film di spionaggio sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale ormai imminente. La storia parte bene e descrive in modo efficace l’aria di mistero che aleggia sul collegio. Man mano che i minuti passano, però, la vicenda perde mordente ed efficacia nello svelare le trame che i servizi segreti inglesi e tedeschi ordiscono ai danni proprio delle ragazze che diventano di fatto ostaggi dei due governi. Inseguimenti e fughe poco plausibili tolgono un po’ di credibilità a una storia che a livello di interpretazione vede la convincente Judi Dench nei panni della direttrice Rocholl, mentre meno efficaci risultano Eddie Izzard nei panni del professore-spia Thomas Miller e Carla Juri in quelli dell’istitutrice al servizio della Germania nazista, Ilse Keller. Come molti film del 2020, anche Sei minuti a mezzanotte sarebbe dovuto uscire al cinema ma la chiusura dei locali causa Covid, lo ha visto dirottato su piattaforme e pay Tv.

Aldo Artosin

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