Ennesima trasposizione cinematografica di uno scritto di Stephen King (in questo caso trattasi di un racconto omonimo), sceneggiato e portato sullo schermo da David Koepp, già sceneggiatore di 'Carlito’s Way' di De Palma e regista di solidi thriller ('Echi mortali'). Il risultato, purtroppo non è dei migliori: e non tanto per la mancanza di efficacia della storia (del resto non originalissima: King e il cinema avevano fatto di meglio con 'Misery non deve morire'), quanto per la fretta di Koepp di buttare al vento gli indizi accumulati in una prima parte pur efficace. Uno scrittore e i suoi incubi: il ricordo del tradimento della moglie, ora separata, e soprattutto la memoria di un’accusa di plagio intentata nei suoi confronti. Passano gli anni e l’incubo ritorna: un uomo dichiara di aver scritto per primo un medesimo racconto “rubato” dal ben noto scrittore. Il personaggio interpretato da Depp indaga anche assieme all’immancabile detective prima della scoperta dell’indicibile e, purtroppo, prevedibile verità. Koepp ha buon gioco nel creare attese e suspense e non è male nemmeno nella direzione degli attori, su cui svetta un sempre più eclettico Johnny Depp, ma la vicenda si fa ben presto chiara (così come il movente, piuttosto facile), il colpo di scena tanto atteso è liquidato frettolosamente ed il finale è poco incisivo. Un thriller non del tutto riuscito, senza (troppi) spargimenti di sangue ma anche senza troppi scossoni.,Simone Fortunato