Per chi ricorda con piacere i video dei Duran Duran, o George Michael che cantava con gli “Wham!” canzoni del tipo “Wake me up”, già l’inizio del film promette bene: il video clip dei “Pop!”, la band di Alex Fletcher (Hugh Grant) è uno dei momenti più godibili del film. Più di un critico ha evidenziato come Hugh Grant, film dopo film, sia sempre più bravo a impersonare sé stesso; d’altronde prima di lui c’era stato un altro Grant, Cary, che nonostante impersonasse sempre sé stesso è stato uno dei migliori attori che si ricordi. Hugh Grant purtroppo non lavora con Howard Hawks o Alfred Hitchcock come il suo omonimo e si deve accontentare di commediole hollywoodiane, gradevoli, ma non sempre all’altezza. Molto migliore era infatti il suo piglio cinico in About a Boy, come del resto la sua partner Drew Barrymore ha fatto di meglio in 50 volte il primo bacio. Ma non tutto è da buttare: oltre all’ansia ben rappresentata dal protagonista che si trova davanti “una notte, una mattina e una sottilissima fetta di pomeriggio” per scrivere e consegnare la canzone (per una baby cantante che sembra il clone di Shakira), i motivetti si ascoltano volentieri e nelle scene per trovare le parole giuste tra il melodico Alex e la poetica Sophie vien voglia di aiutarli con qualche rima. Un bel contributo lo dà anche Rhonda, la sorella di Sophie con il suo sincero fanatismo in puro stile anni 80 nelle feste delle ex compagne di classe, nelle quali il povero Alex è costretto a cantare a suon di colpi di bacino. Se anche voi siete tra quelli che si struggevano per Simon LeBon, è un film che non potete perdere. Per tutti gli altri, l’occasione di sorridere con una commedia divertente.

Beppe Musicco