C’è una cosa che viene in mente a chi abbia visto lo scorso film di Woody Allen, “Match Point”: le inaspettate analogie con “Scoop”. Tutt’e due sono ambientati a Londra, entrambi si svolgono nell’ambiente del jet-set, in ogni film c’è un'amante uccisa per difendere il proprio status. Se chiunque altro avesse fatto due film così, sorgerebbero forti dubbi sulla sanità mentale dei produttori, ma questo non è il caso di Woody Allen. “Match Point” era un film drammatico, ottimamente realizzato, con un cast di rara antipatia e un cinismo di fondo da levare il fiato: tutto è vano, tutto è inutile; il fato fa cadere la palla di qua o di là dalla rete; che vinca il bene o il male non è nel potere dell’uomo. Un film tanto ben costruito quanto agghiacciante. Di tutt’altra impronta è “Scoop”: c’è ancora Scarlett Johansson (che da vittima passa al ruolo di investigatrice), ma soprattutto c’è Woody Allen, nei panni di Splendini, mago, illusionista e prestigiatore. E la sua presenza dà una svolta al film, riportandolo sui binari di un’umanità un po’ cialtrona, ma molto attaccata alla realtà (nonostante sia stato un fantasma a dare l’avvio alle danze). Splendini è giustamente scettico, quando sente parlare di fantasmi, e prende per vaneggiamenti le velleità giornalistiche della giovane americana che gli parla di un serial killer dal sangue blu. Ma quando vede anche lui il fantasma, si butta a capofitto nell’impresa (con prevedibili risultati comici) riuscendo a raggiungere risultati molto più efficaci della sua giovane partner, troppo abbagliata dal desiderio di far carriera o dall’infatuazione per il bel Hugh Jackman. “Scoop” è una commedia divertente, quindi, anche se non si sghignazza; certo è un livello decisamente migliore di molti dei film del regista americano degli ultimi anni, anche se forse non raggiunge “La maledizione dello scorpione di giada”, che è l’unico che si distacca da una serie di prove scipite (“Anything Else”, “Hollywood Ending”, “Criminali da strapazzo” ecc.) cui ci eravamo da tempo mestamente abituati. E, già che ci siamo, ci permettiamo di suggerire un avvicendamento anche per Oreste Lionello, doppiatore di Allen da più di trent'anni ormai, la cui “verve” comincia a mostrare qualche segno di cedimento.,Beppe Musicco