Samba (id.)
Francia 2014, 116′
Genere: Commedia, Drammatico
Regia di: Eric Toledano, Olivier Nakache
Cast principale: Omar Sy, Charlotte Gainsbourg, Tahar Rahim, Izia Higelin, Youngar Fall
Tematiche: amore, immigrazione, clandestinità
Target: da 16 anni

Le disavventure di un senegalese irregolare in Francia da dieci anni, tra paura della polizia e sentimenti confusi con una manager bianca depressa.

Recensione

Samba lavora in un ristorante di Parigi quando incappa in un controllo della polizia. Lui è in Francia da dieci anni ma, nonostante continue richieste, non riesce mai ad avere la cittadinanza. Fa parte, insomma, della schiera dei “sans papiers”, quelli che appunto non hanno i documenti. Finisce così in uno squallido centro di accoglienza, dove viene sostenuto legalmente da due donne di un’associazione che si occupa di immigrati. Una delle due è in realtà una manager delle risorse umane di una grande azienda, in aspettativa dopo un esaurimento nervoso e decisamente insicura. Le speranze di Samba, che fa amicizia al centro con un altro clandestino che sogna di ritrovare la ragazza conosciuta e amata tempo addietro (ma di cui non ha più notizie), cadono ancora una volta: la sentenza inaspettata è che deve lasciare la Francia. E inizia una lunga serie di fughe, trucchi, stratagemmi, ma anche piccole lavoretti irregolari, per evitare di essere sbattuto fuori dal paese. Tra lo zio “regolare” che gli dà consigli su come non farsi notare ma con cui non va troppo d’accordo (e con cui vorrebbe comunque, un giorno, tornare in Senegal da benestante…), sensi di colpa per una notte d’amore con la donna del suo amico, ma anche l’amicizia con un immigrato che sostiene di essere brasiliano, Samba cerca di capire cosa deve fare: rimanere di nascosto e quindi sempre in fuga, tornare in Africa, sperare ancora di mettersi in regola?
I due registi di Quasi amici, Olivier Nakache e Éric Toledano, mescolano ancora un tema serio (in quel caso l’handicap e il razzismo, in questo caso l’immigrazione clandestina e il desiderio di integrazione) con i toni della commedia. C’è anche qui Omar Sy, gigantesco attore nero che come in Quasi amici porta la sua incontenibile carica di simpatia ed energia, i suoi occhi sgranati, le sue indignazioni che velocemente si trasformano in risata. Gli fa coppia – ed è davvero una strana coppia, ma in versione romantica come in tanti film d’amore interraziale – Charlotte Gainsbourg che ripropone il suo classico personaggio di borghese nevrotica, con i suoi tic e le sue angosce, solo un po’ stemperate da qualche momento ironico, che però spesso si traduce in farsa causa ormai una certa sua desuetudine alla commedia. Ed è un peccato, perché ne avrebbe la capacità, ma tra commedie intellettuali e incursioni sadomaso con Lars von Trier, la sua gamma interpretativa ne ha risentito. Il meccanismo alla Quasi amici qui funziona meno, non solo perché François Cluzet era più convincente, ma anche perché Samba ha una storia più risaputa e vista (ma in Francia è stata un buon successo, anche se meno clamoroso del film precedente). L’intento è da commedia sociale, dove al tema forte dei sans papier e della rappresentazione di una vita grama (con tanto di accuse a una società ingiusta e violenta), si accompagna una storia d’amore classica, con incomprensioni e ostacoli, ma anche più di un .momento di buon umore, veicolato da Samba o da altri personaggi laterali, di cui alcuni gustosi; su tutti quello interpretato dallo scatenato Tahar Rahim (Il profeta, Il passato, Un amico molto speciale) nella parte di un maghrebino che finge di essere brasiliano perché si vergogna della sua identità e come brasiliano ha maggiori chance (a cominciare dalle donne…). Situazioni divertenti e battute anche felici – ma pure alcuni dialoghi imbarazzanti – non cancellano però l’impressione di un film un po’ piatto e prevedibile (quanti strani amori interraziali si sono visti negli ultimi quindici anni?), in cui si perde un po’ un “sotto-tema di fondo” interessante – seppur tutt’altro che nuovo – come il contrasto anche visivo tra una donna borghese e occidentale angosciata e depressa e un uomo proveniente dall’Africa nera sorridente e positivo nonostante le difficoltà.

Antonio Autieri