Run All night – Una notte per sopravvivere (Run All night )
Usa 2014, 114′
Genere: Thriller
Regia di: Jaume Collet-Serra
Cast principale: Liam Neeson, Joel Kinnama, Ed Harris,Vincent D’Onofrio
Tematiche: mafia, vendetta, perdono
Target: adulti

Un ex killer è braccato assieme al figlio da un boss mafioso e dalla sua organizzazione.

Recensione

Solido thriller diretto da un professionista del genere, il catalano Jaume Collet-Serra (era suo il buonUnknow – Senza identità, sempre con Neeson protagonista). Anche in questo caso è il grande attore irlandese a dominare la scena e a bilanciare con la sua presenza scenica e il suo carisma qualche incongruenza della narrazione. Neeson è Jim Conlon, ex killer al soldo del potente boss Shawn Maguire (Ed Harris) che da qualche tempo se la passa male. Ossessionato dai sensi di colpa per le tante uccisioni e violenze del passato, annega i proprio dispiaceri nell’alcol. L’unico a stargli accanto – la moglie è morta da tempo e il figlio non lo sopporta e si è fatto una vita altrove – è proprio Maguire che, dietro i modi burberi, mostra affetto sincero per un uomo con cui ha condiviso tanto negli anni addietro. Poi la svolta, repentina: l’uccisione da parte di Conlon del figlio scapestrato di Maguire in procinto a sua volta di uccidere suo figlio. Da qui in avanti il film di Collet-Serra sembra riproporre lo schema de Il fuggitivo, anzi di due fuggitivi. Da una parte infatti abbiamo Conlon e il figlio Mike (interpreto dal bravo Joel Kinnaman), dall’altra una fila interminabile di sgherri capitanati da Maguire che ha al soldo pure parecchi poliziotti. Insomma: tutti contro due, con Conlon che fa la parte del leone e deve salvare capra e cavoli; la sua pellaccia ma soprattutto quella del figlio e della famiglia di lui (la moglie, per dire, è pure incinta).
Il regista di Orphan e Non-Stop (quest’ultimo sempre intepretato da Neeson) gioca sul territorio del già noto ma dimostra di avere un buon senso del ritmo e di impiegare bene il cast, tutto in parte, dal terzetto protagonista ai comprimari efficaci nella parte ora dei poliziotti (Vincent D’Onofrio su tutti), ora dei gangster (il veterano Bruce McGill). Per nulla originale ma ben strutturato, Run all Night è un discreto film di genere con un unico grave difetto: le frequenti scene di raccordo realizzate in computer grafica tanto inutili dal punto di vista narrativo quanto mal fatte e poverissime dal punto di vista visivo.

Simone Fortunato