In inverno, il biondo cappelluto Richie Bravo si trasferisce a Rimini, con tanto di stivali e soprabito di coccodrillo, per sfruttare gli ultimi scampoli di fama e sbarcare il lunario, prostituendosi ed esibendosi per vecchie fan (che a ogni stagione diminuiscono) affascinate dal suo fascino che mescola stucchevoli canzoni in tedesco a amorosi luoghi comuni in italiano; un giorno però, una figlia che non vede da decenni bussa alla sua porta per chiedergli denaro.

In concorso alla 72ma edizione del Festival Internazionale del cinema di Berlino, il nuovo film di finzione del regista austriaco Ulrich Seidl è una pellicola aspra, che si immerge senza filtri nella torbida parabola discendente del suo protagonista, efficacemente impersonato dall’attore viennese Michael Thomas.

La scelta di mettere in scena storie disturbanti attraverso una prospettiva quasi documentaristica non è nuova nella cinematografia di Seidl. In questo caso, il desolante scenario dell’inverno nella riviera romagnola (una Rimini pressoché irriconoscibile per chi è abituato alla vitalità estiva) descrive bene il mondo in rovina di Richie Bravo e del suo inverosimile soprabito di rettile, la cui deprimente esistenza non si differenzia molto, sia che si conceda a pagamento ad anziane turiste nella città di mare, sia quando assiste un padre con la demenza senile che intona inni nazisti nella casa di riposo in Austria. Uno squallore, sistematico e che non risparmia nessuno, in un film che insiste con un certo compiacimento (e una certa ripetitività) sul peggio che l’umanità può offrire in fatto di relazioni.

Roberta Breda

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