All’origine di Reptile c’è il misterioso omicidio di Summer Elswick, un’agente immobiliare sposata a Will Grady, rampollo di una famiglia che si è arricchita con la compravendita di appartamenti e proprietà terriere. Le indagini vengono affidate al commissario Tom Nichols, persona di poche parole, con qualche ombra nel passato e che è rinato grazie alla moglie Judy. Mentre le ricerche sembrano non portare a nulla, un particolare apparentemente secondario attira il poliziotto e niente sarà più come prima…

Plana su Netflix questo bel poliziesco-giallo diretto da Grant Singer, cresciuto nel mondo dei video musicali. Nel film ci sono tutti gli ingredienti classici del genere: un’indagine difficile, ambienti patinati ma torbidi, polizia non sempre affidabile, sospetti, tradimenti e colpi di scena. Il film va seguito con attenzione perché gli snodi che portano alla risoluzione del giallo non sono semplicissimi da cogliere (no spoiler) ma nel complesso la trama è più che avvincente. Il ritmo del film è lento e compassato, come lento è lo scorrere della vita quotidiana nel New England, dove la storia è ambientata. I personaggi sono ben tratteggiati. Su tutti si staglia la figura di Benicio Del Toro, perfetto per interpretare le movenze, la fisicità, i silenzi e il carisma dell’investigatore Tom. Al convincente Justin Timberlake è affidato il ruolo dell’ambiguo Will Grady mentre Alicia Silverstone è Judy Nichols. In sostanza un buon film da vedere e da gustare sul divano di casa propria, compresi i titoli di coda sulle note di “Knocking on heaven’s door”, capolavoro di Bob Dylan che chiude in modo perfetto la storia.

Stefano Radice

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