In un villaggio si attende con apprensione l’ispezione che precederà la visita ufficiale del leader Ceausescu; un trasportatore di pollame ha preso una sbandata per la proprietaria di un ristorante e a causa sua trasgredisce le regole del suo lavoro finendo in galera; un fotografo e il suo apprendista alle prese con la correzione delle foto ufficiali finiranno per fare un errore marchiano; una famiglia deve nascondere in casa un maiale trasportato illegalmente dalla campagna, ma per ucciderlo finirà per fare saltare in aria metà della propria casa.,Il regista e produttore del pluripremiato e tragico 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni cambia totalmente registro per mettere insieme questa operazione ironico-nostalgica che, attraverso quattro situazioni esemplari (che pure sono presentate come leggende metropolitane) narrate in una chiave di commedia “verista”, rievoca un mondo fatto di regole, bugie, imposizioni più o meno assurde, ma anche l’umanità variegata che in esso si muoveva tra espedienti e improvvisazioni.,L’idea, non originale, ma interessante per il profilo realizzativo (un gruppo di autori che compone un puzzle orientandosi più al risultato complessivo che all’emergere delle proprie singolarità di stile), purtroppo non decolla.,Apprezzato il piglio affettuoso e irriverente del primo episodio (che, a parte il fare e disfare del villaggio impegnato a “tirarsi a lucido” per compiacere gli ispettori, presenta con poche pennellate alcuni personaggi davvero graziosi) e l’inquietante attualità di quello che vede protagonisti i due fotografi, lo spettatore fatica però ad appassionarsi a queste storie dai tratti minimalisti che non hanno la forza per coinvolgere profondamente il pubblico, di commuoverlo per una realtà che comunque lascia emergere, sotto la patina della commedia, il dramma di un regime occhiuto e violento.,Luisa Cotta Ramosino,