Mockumentary con protagoniste le bravate di tre ragazzi organizzatori di un party di compleanno che si trasformerà nel caos. Lo schema è quello consolidato dal grande successo di Una notte da leoni il cui regista, Todd Philips, è qui nelle vesti di produttore: una notte di follia, più o meno preparata e tanto sballo, ovvero alcol, droga, un po' di sesso. Le differenze rispetto al film con protagonisti Bradley Cooper e Zach Galifianakis sono minime: l'età dei protagonisti viene abbassata ai vent'anni; la storia che, almeno ai minimi termini, era presente nel film di Philips e nel sequel ambientato in Thailandia, qui è praticamente assente. Inoltre il cast di Project X non ha l'esperienza né il carisma o la vis comica di Galifianakis e soci. La parte da leone la fa lo sballo, e più assurdo questo è più dovrebbe suscitare risate o ribrezzo: così, senza soluzione di continuità, si passa dalle immagini delle bambole gonfiabili preparate in piscina alla distruzione della casa, dai topless delle ragazze a scene di sesso tra cani, fino a nani veri e finti in giardino in un accumulo di situazioni che culmina in un disastro umano. Film facilissimo con punte di volgarità stomachevoli, Project X è la cronaca semplice e indecorosa di una notte da sputare l'anima. Cinematograficamente ha ben poco da dire: lo schematismo dei protagonisti (il nerd ciccione, l'atleta impacciato e il buffone) è tipico di commedie di questo tipo; i personaggi di contorno rasentano lo zero sia in termini di comicità pura sia in termini di caratterizzazione oltre a essere assai inverosimili (come nel caso dei giovanissimi e “schizzati” responsabili della sicurezza); anche sul piano strettamente delle gag, eccezion fatta per la situazione iniziale promettente da commedia tipica degli equivoci (i bravi ragazzi e il compleanno “normale” festeggiato in famiglia), si scade ben presto nella volgarità più avvilente; il punto di vista in soggettiva per rendere più forte la partecipazione dello spettatore è ampiamente sfruttato dall'horror recente. Anche se l'aspetto più avvilente di questa commedia alcolica, nemmeno troppo scollacciata, è la “morale” che sottintende l'operazione e che viene svelata nell'happy end: non importa che tu sia nerd, o che tu abbia uno squallido minivan invece di una più sexy decappottabile. A dirla tutta, non importa nulla, né chi sei né cosa fai, né da dove viene: importa solo lo sballo per lo sballo in una folle e, ahinoi, realistica corsa a chi beve di più, vomita di più, distrugge di più nel nome di un divertimento che ha poco a che fare con l'intelligenza e pochissimo con la dignità. ,Simone Fortunato