Jesse ha 25 anni ed è americano; in viaggio su un treno diretto a Vienna, il giorno dopo deve tornare negli Usa con un aereo. Celine ha 23 ed è francese, e sullo stesso treno dovrebbe proseguire verso Parigi. Invece, conosciuto Jesse, accetta la sua proposta di scendere a Vienna e passare la giornata, fino all’alba, con lui.,Di film basati su un “breve incontro” (dal titolo omonimo del vecchio film di David Lean) la storia del cinema è pieno; nel 1995 si unì alla lista questo piccolo film indipendente dell’emergente regista Richard Linklater (aveva diretto l’interessante Dazed and Confused – La vita è sogno) che senza clamori divenne un cult romantico e generazionale, amato da molti cinefili ma anche detestato da altri. Parlatissimo, in Prima dell’alba vediamo i due giovani – sullo sfondo di una Vienna romantica – confidarsi storie, sentimenti e progetti per il futuro, scoprire una reciproca simpatia e poi attrazione, vivere un piccolo flirt che potrebbe diventare qualcosa di più. Eppure poi ripartivano, anche se con la promessa di rivedersi. Ma l’impressione era di un’amara illusione reciproca.

Eppure, della storia – che pure suonava un po’ artefatta e a tratti stucchevole, per la sicumera con cui Jesse e Celine esprimevano giudizi e teorie sulla vita – piacque la mancanza di cinismo, il fatto che i due non programmassero solo l’avventura di una notte ma si sforzassero di credere davvero a una passione vera, per quanto destinata a concludersi in fretta. Ma con il rimpianto di una cosa bella e sincera. Il finale, enigmatico e aperto a varie soluzioni, lasciava aperto anche il giudizio. Destinato a completarsi negli anni successivi, quando a distanza di nove anni e poi ancora di altri nove, uscivano due sequel che rispettavano la scadenza temporale e vedevano crescere i due ex ragazzi: Before Sunset – Prima del tramonto e Before Midnight. A incarnare i protagonisti, due giovani e bravissimi attori come Ethan Hawke e Julie Delpy, perfetti nel rendere dialoghi a volte profondi e altre volte irritanti: lui veniva dal successo de L’attimo fuggente, lei – dopo tanti film in patria – fu scoperta a livello internazionale in Tre colori – Film bianco di Kieslowski cui seguì Killing Zoe di Roger Avery.

Antonio Autieri