Il mondo dell’animazione è ormai dominato dai nuovi film digitali tridimensionali: a questa tecnica si sono “convertite” tutte le major, specie dopo i, peraltro meritatissimi, successi della Pixar. Questo vuol dire che l’animazione tradizionale dei vecchi “cartoni animati”, andrà scomparendo? Chi non sembra preoccuparsene è Hayao Miyazaki, animatore giapponese famoso per essere uno dei creatori della serie di Lupin III. A Miyazaki dobbiamo film come La città incantata e Il castello errante di Howl, due favole la cui trasposizione sul grande schermo non ha niente a che invidiare ai vecchi capolavori della Disney, ma che aggiunge tutte le peculiarità della tradizione giapponese in fatto di fantasia, cura per il dettaglio, uso dei colori e delle musiche.

Ponyo della scogliera è la più recente opera del maestro giapponese: libera trasposizione de La sirenetta di Andersen, è la storia di Ponyo, una pesciolina che vuole diventare una bimba per stare vicina all’amico Sosuke, un bambino che abita in una casa sulla scogliera con la madre, mentre il padre è al largo, al comando di una nave. Il bellissimo film di Miyazaki cattura e trasferisce allo spettatore il mondo come magicamente appare a Sosuke, un bambino di 5 anni: pieno di colore e di meraviglia, dell’affetto dei suoi genitori e nel quale il mare è assoluto protagonista, come creatura viva e capace di essere sorprendente, ma anche terribile nella sua potenza. L’amicizia di Sosuke e di Ponyo non è senza rischi: lei è fuggita dal padre, potente mago delle profondità e la furia delle onde sembra mettere a rischio la vita della famiglia di Sosuke e degli anziani abitanti del paese. Solo il coraggio dei bambini e la ragionevolezza degli adulti potranno rimettere pace tra l’uomo e la natura.

Beppe Musicco