79 d.C.: Milo, ultimo rappresentante di una tribù celta sterminata dai Romani, è costretto a combattere come gladiatore a Pompei. È la vigilia dell’eruzione e qui la sua strada si incrocia con quella della nobile e bella Cassia…,Come resistere alla tentazione di mostrare la più famosa e grandiosa eruzione dei tutti i tempi con l’ausilio del 3D? Questo dev’essere stato il pensiero del regista Anderson (quello dei vari Resident Evil, già responsabile dello stravolgimento in salsa videogame de I tre moschettieri) dal momento che di immaginare una vicenda e dei personaggi interessanti da coinvolgere nel suo disaster/peplum movie non si è preoccupato quasi per niente… Radunato un cast che ammicca più alla tv che al cinema (il giovane e taciturno protagonista Kit Harington viene da Game of Thrones e rispetto alla serie “sveste” i panni del Guerriero della notte per mostrare una notevole forma fisica, ma poco altro), il regista si accontenta di un minimo sindacale in termini di plot: il protagonista Milo è un po’ il gladiatore di ridley-scottiana memoria, un po’ Spartaco e un po’ Ben Hur, mentre la sua bella Cassia potrebbe essere uscita da una qualche serie per teenager americana per tanto poco è approfondito il suo personaggio. Per non parlare del cattivissimo antagonista, il senatore Corvo (Kiefer Sutherland), un villain talmente privo di profondità da diventare presto noioso.,Penalizzata da un’eccessiva compressione temporale (in pratica le 48 ore prima dell’eruzione, preannunciate da vari fenomeni di cui nessuno sembra preoccuparsi), la vicenda riserva davvero poche sorprese ed è intervallata da combattimenti acrobatici che sarebbero più interessanti se avessimo fatto un qualche minimo investimento emotivo nei personaggi… Cosa che il loro scarsissimo approfondimento rende in realtà impossibile. Del resto il contesto di questa Pompei, città romana dove, stranamente, i Romani sembrano mal visti, resta sempre piuttosto indefinito e alla pellicola manca la capacità di far vivere la tensione crescente tra i personaggi – principali e secondari – in parallelo con il pericolo montante e di cui nessuno è consapevole. ,Di fatto, esaurito il fascino dei combattimenti, non resta che aspettare l’inizio dei “fuochi d’artificio”, con il 3 D (fino a quel momento francamente inessenziale) che finalmente può dare il meglio di sé tra cenere e lapilli, proiettili di lava e nuvole di fumo che travolgono la città senza però aggiungere molto al dramma dei protagonisti. Il risultato è uno spettacolone senz’anima, in cui non si spasima né si spera per nessuno, in cui la patina di “esattezza storica” riesce solo a suscitare un ulteriore disappunto per tante risorse mal impiegate.,Luisa Cotta Ramosino,