Una banda compie un colpo, ma qualcosa va storto e il capo rimane ucciso. Tra gli “orfani” il fratello e l’attendente violento. Per chiudere il cerchio, ed eliminare documenti scomodi, una bomba deve esplodere in un palazzo. Ma chi deve recapitarla rimane chiuso in un ascensore insieme a due impiegati, con l’ordigno già innescato. E il timer corre velocemente.

Un piccolo e interessante thriller italiano, girato con pochi soldi in digitale ma diretto da due fratelli talentuosi (i Manetti Bros., molto noti nell’ambito dei videoclip musicali, già esordienti al cinema in Zora la vampira). Tra flashback, vite che si incrociano, linguaggio duro e musica azzeccata, il film si fa seguire volentieri nonostante la “povertà” e attori poco noti. Il protagonista Giampaolo Morelli (già visto ne L’uomo perfetto) è credibile nella parte, ma funzionano bene anche Silvestrin, Iuorio e la brava Elisabetta Rocchetti, mentre Massimo Ghini brilla in pochi cameo. Caratteri precisi, ritmo incalzante, tensione in crescendo (anche per via dell’ambientazione parzialmente claustrofobica nell’ascensore bloccato), e anche un pizzico di pessimismo e romanticismo – come noir impone – mescolati in un cocktail convincente: se il tradimento fa parte dell’animo umano, c’è posto anche per sentimenti più nobili. Un piccolo film, certo, ma che funziona a dovere soprattutto grazie a una sceneggiatura ben costruita (non a caso opzionata da produttori americani per un possibile remake Usa). Premiato come miglior film al festival del noir di Courmayeur, va visto in fretta: lo scetticismo di pubblico e gestori di cinema per questo genere di titoli non ne fa prevedere una vita molto lunga. Da recuperare, nel caso, in dvd.

Antonio Autieri