A un primo sguardo Per amore dei soldi è uno di quei titoli che di certo non brillano per suspense: basta vedere Paul Newman arrivare incosciente su una sedia a rotelle per capire che sta fingendo (d’altronde, quale regista con a disposizione Paul Newman lo sprecherebbe tenendolo tacito e immobile per più di cinque minuti?). Tuttavia, se la trama del film è intuibile fin dall’inizio (non sveleremo niente che non sia stato già mostrato anche nei trailer), le qualità non mancano. In primis senza dubbio la coppia di protagonisti. Paul Newman in questo film ha 75 anni, ed il ruolo del galeotto Henry è la sua penultima apparizione sul grande schermo, prima di concludere la carriera interpretando lo spietato malavitoso di Era mio padre. Accanto a lui, Linda Fiorentino, un’attrice dotata di un grande carisma che si è espresso soprattutto in ruoli “dark” (Jade, L’ultima seduzione), e la cui lunga assenza dal grande schermo è un vero dolore per gli appassionati. La Fiorentino interpreta Carol, infermiera di una casa di riposo della classica cittadina della provincia americana, quelle dove non succede mai niente. Lei stessa sembra abituata alla routine, a partire dal matrimonio con Wayne (Dermot Mulroney), con cui faceva coppia fin dai tempi del Liceo. Ma, anche se è una ragazza di provincia, Carol non è certo una sempliciotta, e le modalità con le quali mette alla prova lo pseudo incosciente Henry sono quantomeno temerarie. Svelato il giochino (Henry vuole evadere per riprendersi i soldi del colpo che lo portò in prigione), quello cui assistiamo è un duetto di gran classe tra due attori che mostrano (con una frase, uno sguardo, un sorriso) una complicità e un affiatamento rari, tale da rendere credibile anche la gelosia del marito per un uomo di 75 anni. Battute rapide ed efficaci, un “colpo grosso” che serve a mostrare ancora una volta la versatilità di Newman (non da ultimo come spericolato guidatore), rendono il film una commedia leggera ma intelligente (cose di cui si sente molto la mancanza nell’attuale panorama), nonché un bel ricordo di uno dei più grandi professionisti del cinema hollywoodiano.,Beppe Musicco,