Dieci anni dopo la prima battaglia, la terra è di nuovo in pericolo. I colossali mostri Kaiju sono tornati e minacciano di nuovo il nostro pianeta. A difenderlo ci saranno di nuovo i robot Jaeger, guidati da una squadra capitanata da Jake Pentecost, figlio dell’eroe di guerra Stacker, e da Nate Lambert, con l’aiuto della giovane e turbolenta Amara. A complicare le cose, però,c’è un piano mondiale che punta a sostituire i ranger che guidano i robot con un esercito di droni pilotati da remoto. Bella idea, ma qualcosa va storto e anche i droni diventano una minaccia letale. E così diventa fondamentale il ruolo del dottor Hermann Gottlieb, mandato in missione…

Pacific Rim: La rivolta arriva al cinema diretto da Steven S.DeKnight, alla sua opera prima dopo aver diretto serie come Daredevil. Più che un sequel del primo film, diretto da Guillermo del Toro, sembra un reboot, visto che il cast è praticamente nuovo. Confermati dal primo episodio Burn Gorman (dr.Gottlieb) e Charlie Day (dr.Geisszler); nuovi i protagonisti John Boyega, Scott Eastwood e Cailee Spaeny. Rispetto al primo film, cambia l’ambientazione. Se Pacific Rim viveva di scene nell’oscurità degli abissi, questo sequel-reboot è girato alla luce del sole. Bisogna aggiungere che, se qualcuno cerca in questo sci-fi d’azione una sorta di riflessione sull’umanità e il suo destino, o una qualche profondità, rimarrà deluso. La sceneggiatura è debole e prevedibile e le interpretazioni degli attori non si ricordano in modo particolare (Boyega meglio comunque del giovane Eastwood). Non sono mancati i mezzi produttivi, si parla di 150 milioni di dollari per la produzione, che hanno permesso di realizzare avvincenti scene di combattimento. Che però alla lunga stufano i non appassionati. Un budget composito, con risorse da Stati Uniti, Cina e Gran Bretagna, serviva a rendere questo film sempre più esportabile in tutto il mondo. Alla fine, però, non si va oltre un bel dvd o blu-Ray movie.

Aldo Artosin