Arriva l’estate e i grandi film, che portano al cinema milioni di spettatori, lasciano il posto a pellicole di minor richiamo, di registi e interpreti meno noti o di minor impatto. E si capisce infatti come Out of Time, nonostante la presenza di un duplice premio Oscar come Denzel Washington, sia finito a giugno, brivido da opporre al caldo delle sere estive. Il brillante attore interpreta lo sceriffo di un sonnacchioso paesello della Florida, che ha una storia clandestina con una donna sposata a un uomo violento. Accompagnandola dal dottore scopre che alla donna restano pochi e penosi mesi di vita, a meno di rischiare costose cure per lenire i prossimi dolori. Ma (guarda caso) lo sceriffo ha in cassaforte una forte somma, frutto di un sequestro, che per molto tempo nessuno verrà a riscuotere, e la donna ha un’ingente assicurazione sulla vita. Non andrò avanti per non rivelare i meccanismi su cui si regge il film, ma immagino che molti avranno già capito dove la storia vuole andare a parare. Ma se l’unico in sala che sembra non accorgersi della trappola in cui sta cascando è il protagonista (gli spettatori ci arrivano molto prima), bisogna ammettere che il prosieguo, con lo sceriffo incastrato che cerca di tenere nascosto il suo coinvolgimento e recuperare i soldi, ha un certo ritmo. Anche se inverosimile fino al parossismo, il film mantiene piuttosto bene la tensione e, mentre il cerchio si stringe intorno all’innocente protagonista (che capisce che potrebbe essere incriminato per furto e omicidio), viene da fare il tifo perché riesca a farla franca. Buona la prova anche dei co-protagonisti, soprattutto Eva Mendes (che sembra la sorella più sveglia di Cindy Crawford) e John Billingsley, nel ruolo del goffo medico legale che fa da sponda ai disperati sotterfugi dello sceriffo. ,