In Ostaggi vediamo Marco, imprenditore vessato dal fisco che, per pagare i suoi operai, è costretto a fare una rapina. Braccato dalla polizia si rinchiude in una panetteria con quattro ostaggi: Remo (il panettiere), Ambra (una prostituta), Regina (una anziana pensionata) e Nabil (immigrato senza permesso di soggiorno). Intanto, all’esterno, la negoziatrice Anna cerca di far ragionare il rapinatore mentre l’esperto commissario vorrebbe fare irruzione nel locale. Come uscirne vivi?

Ostaggi segna l’esordio alla regia per Eleonora Ivone con la trasposizione dello spettacolo teatrale di Angelo Longoni. Dalla trama si capisce che l’intento della regista è quello di realizzare un crime movie all’italiana, tenendo a mente i modelli made in Usa: la rapina, la negoziazione, l’epilogo più o meno tragico. L’intento è buono e lodevole ma la realizzazione lascia qualche perplessità. Per prima cosa c’è indecisione sul tono del film che ondeggia tra drama e commedia (soprattutto nella prima parte). Alcuni personaggi sono efficaci, a partire da Regina, impersonata dalla bravissima Elena Cotta così come convince il climax sempre più drammatico di Jonis Bashir nei panni dell’immigrato clandestino. Ambra, invece, ha il volto di Vanessa Incontrada; più che l’interpretazione non convince la sceneggiatura che le affida battute fin da subito sferzanti e provocatorie nei confronti di Marco, piuttosto improbabili durante una rapina con ostaggi. C’è poi Francesco Pannofino nel ruolo del panettiere Remo con continue battute ed espressioni stralunate che sono stridenti. Infine, non risulta molto credibile neanche Gianmarco Tognazzi nel ruolo del rapinatore. Vero che si tratta di un cittadino comune che – per le vessazioni subite dal fisco e dalle istituzioni che non lo vogliono aiutare (questo interessante aspetto di denuncia sociale andava più approfondito) – è costretto a improvvisarsi criminale, ma il suo Marco non riesce mai veramente a incutere timore facendo prevedere l’esito finale del film. A proposito del cast, Eleonora Ivone ritaglia per sé il ruolo della negoziatrice mentre Alessandro Haber è il commissario.

Aldo Artosin

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