Poteva, e doveva, essere l’anno della celebrazione del Cinema. Con un film perfetto come spot della Settima Arte come La La Land, che infatti stava trionfando con sei premi, tra cui miglior regia e miglior attrice protagonista, in attesa del premio più importante: quello per il miglior film. Poi l’incredibile sorpresa della vittoria dell’outsider Moonlight, complice un sistema di voto astruso che da anni sta compromettendo la credibilità del “primo premio”: non si vota più un singolo titolo preferito, ma si elencano tutti i nove candidati in ordine di preferenza. Solo se la metà dei votanti premia come “numero 1” lo stesso titolo, quel film vince; altrimenti inizia una complicata procedura che dovrebbe garantire la vittoria non a chi ha maggiori consensi come miglior film, ma a chi riceve più voti, anche se come numero 2 o 3. Un sistema (se non avete capito, non preoccupatevi: è ancora più complicato di così…) che ricorda certe leggi elettorali – pare sia simile a quella australiana… – sempre più cervellotiche. Insomma, una volta si poteva detestare l’Oscar ma c’era la certezza delle scelte dei votanti. Adesso, nemmeno quelle… Ma nell’anno in cui il presidente Usa viene eletto anche grazie al sistema elettorale (numero dei grandi elettori, mentre il numero dei votanti lo avrebbe visto sconfitto…), e in cui tante votazioni in giro per il mondo hanno dato un esisto a sorpresa, sembra il coronamento perfetto: mai credere ai pronostici, d’ora in poi… Ma la cosa peggiore è stata l’imbarazzante gaffe della consegna del premio: prima assegnato per errore ai produttori di La La Land (a Warren Beatty, che doveva leggere il vincitore era stata data la busta con il nome di Emma Stone, già premiata come miglior attrice; poi è intervenuta Faye Dunaway a completare il pasticcio leggendo il nome del film), poi mentre i presunti vincitori stavano facendo il discorso di ringraziamento – vedere il video alla fine – è successo l’impensabile…

Finale choc a parte – che speriamo porti a procedure di voto semplificate, almeno – crediamo che nel bilancio dell’Oscar di quest’anno si debbano dare i maggiori meriti a La La Land e Damien Chazelle, regista di un film comunque vincitore di sei statuette (oltre a regia e Emma Stone, anche fotografia, scenografia, colonna sonora e canzone originale) e capace di rientusiasmare le grandi platee per il Cinema come forma d’arte popolare e coinvolgente, e con un genere come il musical che sembrava in declino. Chazelle, oltre tutto, con i suoi 32 anni è il più giovane vincitore dell’Oscar per il miglior regista. Tra gli altri film, Moonlight (tre statuette) oltre che il premio al miglior film ha vinto per la miglior sceneggiatura non originale e per il miglior attore non protagonista (Mahershala Ali: anche qui non mancano perplessità: tra i candidati, almeno Michael Shannon per Animali notturni ci sembra nettamente superiore); Manchester by the Sea ha vinto due premi importanti, per il miglior attore protagonista (Casey Affleck) e per la miglior sceneggiatura originale. Due premi anche per La battaglia di Hacksaw Ridge, miglior montaggio e miglior sonoro. Come miglior film di animazione, ha vinto Zootropolis; per il miglior film straniero, Il cliente di Ashgar Farhadi (assente per protesta contro il bando anti-immigrati, anche se poi sospeso, del presidente  Donald Trump: molto applaudita la sua lettera di protesta), al suo secondo Oscar a cinque anni da Una separazione. Infine, se il documentario italiano Fuocoammare di Gianfranco Rosi, come era prevedibile non ha vinto il premio (ma lo era già arrivare in nomination: è solo il secondo documentario italiano a farcela nella storia degli Oscar), sconfitto da O.J.: Made in America, due italiani comunque vincitori ci sono: Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, premiati per il miglior trucco con il film Suicide Squad.

Antonio Autieri

 

TUTTI GLI OSCAR 2017

Miglior film: Moonlight di Barry Jenkins

Miglior regia: Damien Chazelle per La La Land

Miglior attrice protagonista: Emma Stone per La La Land

Miglior attore protagonista: Casey Affleck per Manchester by the Sea

Miglior attrice non protagonista: Viola Davis per Barriere

Miglior attore non protagonista: Mahershala Ali per Moonlight

Miglior sceneggiatura non originale: Barry Jenkins e Tarell McCraney per Moonlight

Miglior sceneggiatura originale: Kenneth Lonergan per Manchester by the sea

Miglior fotografia: Linus Sandgren per La La Land

Miglior canzone: “City of Stars” di Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul in La La Land

Miglior colonna sonora: Justin Hurwitz per La La Land

Miglior montaggio: John Gilbert per La battaglia di Hacksaw Ridge

Migliori effetti speciali: Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones e Dan Lemmon per Il libro della Giungla

Miglior scenografia: Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco per La La Land

Miglior montaggio sonoro: Sylvain Bellemare per Arrival

Miglior sonoro: Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per La battaglia di Hacksaw Ridge

Migliori costumi: Colleen Atwood per Animali fantastici e dove trovarli

Miglior trucco: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson per Suicide Squad.

Miglior film d’animazione: Zootropolis di Rich Moore e Byron Howard

Miglior film straniero: Il cliente (Forushandeh) di Asghar Farhadi (Iran)

Miglior documentario: O.J.: Made in America

Miglior cortometraggio: Sing di Kristóf Deák

Miglior cortometraggio documentario: The White Helmets di Orlando von Einsiedel e Joanna Natasegara

Miglior corto di animazione: Piper di Alan Barillaro