Dai creatori de ‘L’era glaciale’ uno di quei rari film adatti anche ai bambini più piccoli. Coloratissimo, strutturato narrativamente come una fiaba, accompagnato da una voce fuori campo che commenta in rima l’azione, ‘Ortone’ è innanzitutto un film positivo in difesa dei più piccoli, degli indifesi , di quegli esserini che ci sono ed hanno dignità pari a quella degli esseri più grandi, anche se a occhio nudo non si vedono. Facile pensare alla storia di Ortone come a una favola pro life per quanto il dottor Seuss, dal cui libro è stato tratto proprio il film, abbia anni fa citato in giudizio un’associazione antiaborista colpevole di aver usato come proprio slogan la massima del film: “per quanto piccola che sia, una persona è sempre una persona”.,E facile quindi imbattersi sui giornali di queste settimane in articoli al vetriolo che proprio no, il film non c’entra nulla con la polemica antiabortista di Giuliano Ferrara e che la coincidenza tra la battaglia in difesa dei non nati dell’elefantino direttore de Il foglio e l’uscita al cinema dell’elefantone Ortone in difesa dei piccoli invisibili è appunto solo una coincidenza. Tutto vero. Il film di Martino non è antiaborista e nemmeno abortista. E’ un film realista che racconta nella maniera semplice e lineare delle filastrocche una verità difficile da contraddire. E cioè che la realtà parla e insegna. E che di fronte a essa ci sono solo due posizioni: chi la realtà, l’accetta e ci va dietro, magari combattendo aspramente con i propri pregiudizi (“No, non può esistere”, esclama tra sé e sé Ortone, dopo aver sentito una vocina provenire dal granello) e chi invece la realtà, pur evidente, la rinnega con tutte le proprie forze, fino alla disperazione e alla violenza. E’ la posizione dogmatica della cangura, il personaggio veramente “oscurantista” e inquietante del film (e qualche bimbo forse potrà spaventarsi della durezza di questa cangura a cui la maternità sembra soltanto aver esacerbato l’animo). Per la cangura “tutto ciò che non si vede, non esiste”. E’ una posizione ideologica che la farà combattere contro la semplicità di Ortone che invece ha sentito qualcosa e non può fare a meno di chiedersi cosa sia. Ci ha persino parlato con questo “qualcosa”, in un modo rocambolesco. Ci si è messo in contatto. Ha scoperto che nel segreto di un minuscolo, un apparentemente insignificante granello di polvere c’è un microcosmo perfettamente ordinato e migliaia di minuscoli cuori pulsanti. Ha scoperto un mondo nuovo, forse un nuovo modo di vedere le cose. E si è messo, sempre più goffo e pesante, in moto nella giungla alla ricerca del posto più sicuro dove mettere in salvo il granello. Prima per istinto, poi per ragione ha scoperto la sua strada, non priva di ostacolo e di pericoli, ma anche ricca di sorpresa: la strada per la difesa dei più piccoli, di quelli che non hanno voce e non possono difendersi in alcun modo. La strada di un padre.,Simone Fortunato