Alex, un ragazzo americano di religione ebraica, un giorno, dopo aver ascoltato tante volte suo nonno raccontare storie della guerra e della follia nazista, decide di partire per l’Ucraina per andare a cercare la donna che un giorno di sessanta anni prima ha salvato la vita a suo nonno. Tra incomprensioni linguistiche (pochi sanno l’inglese, e comunque non perfettamente…) e ricerca di persone coinvolte in una storia lontana, Alex conoscerà tragici fatti e scoprirà l’importanza della memoria. ,Il compito affidatogli dalla nonna sul letto di morte di cercare la donna che salvò la vita al marito viene portato avanti senza slanci da Alex, quasi fosse un obbligo; ma forse è solo il tono surreale della narrazione scelto dal regista del film (l’esordiente Liev Schreiber, attore di discreta notorietà visto anche in The Manchurian Candidate) che discende da un best seller americano; e se certe finezze vengono meglio sulla pagina stampata (a tratti la pellicola risente fin troppo della sua radice letteraria), non si possono negare momenti toccanti e commoventi. Che si alternano sapientemente con i tocchi grotteschi e anche francamente divertentil, anche se non originalissimi: per la categoria incontri fra culture diverse, quasi aliene (il migliore è il nonno ucraino, un po’ fuori di testa: ma alla fine verrà fuori anche il suo dramma).,E se surreale appare all’inizio l’occupazione principale di Alex, quella di collezionare oggetti apparentemente di poco valore, per paura di dimenticare i fatti (anche insignificanti) che punteggiano la sua vita, alla fine del suo viaggio tutto sarà chiaro, anche per lo spettatore: “Ogni cosa è illuminata dalla luce del passato” dice il giovane timido e chiuso. Che forse, andando dagli Stati Uniti fino alla lontana Ucraina, ha trovato se stesso. Un film sensibile e interessante, dunque, che magari a tratti risulta fin troppo timido e reticente – come il suo protagonista, interpretato da Elijah Wood (celebre Frodo della saga “Il Signore degli Anelli”) – ma si fa apprezzare per tanti spunti degni di attenzione.,Antonio Autieri,