Già regista di commedie di successo come Tre metri sopra il cielo, L’uomo perfetto, Amore bugie e calcetto e del drammatico Solo un padre, Luca Lucini è uno dei giovani registi più interessanti dell’attuale panorama cinematografico italiano. In questo senso Oggi sposi (che vede alla scrittura un altro talento, Filippo Bonifacci) offre certamente qualcosa in più rispetto alle solite commedie nostrane, spesso capaci solo di sfoggiare una comicità grossolana dai facili richiami sessuali. Pur nello scegliere la commedia a episodi (la coppia italo/indiana dai genitori coi preconcetti, i due poveracci che spacciano per loro il megamatrimonio della starlet e del finanziere truffatore, la giovane che accalappia il settantenne) ci sono spunti interessanti e caratteri potenzialmente divertenti. Stupisce però l’evidente forzatura cui sono costretti alcuni attori per far risultare umoristiche a tutti i costi certe situazioni. Vedere Luca Argentero chiedere alla fidanzata indiana di sposarlo dimenticandosi di avere mitraglietta d’ordinanza in mano (è poliziotto) non fa ridere. I siparietti tra Michele Placido e Francesco Pannofino che fanno i contadini pugliesi che si insultano, sono simpatici per i primi tre minuti, ma poi stancano. Senza parlare di quando Placido tenta di fare il pasticcere e mette la birra perché non sa cosa sia il lievito di birra: un contadino potrà non intendersi di informatica, ma che non conosca il lievito di birra è incredibile, di certo non comico. Idem dicasi per Filippo Nigro nei panni del pedante pubblico ministero figlio di Renato Pozzetto: vorrebbe essere caricaturale, ma è solo goffo e fuori ruolo. Nel guazzabuglio (che a un ceto punto fa anche il verso a The Millionaire) meritano comunque una segnalazione Dario Bandiera, nel ruolo del lavapiatti con settantadue parenti da invitare a tutti i costi; Lunetta Savino nei panni della moglie esasperata di Placido; Francesco Pannofino nei panni del rustico zio e Stefano Bicocchi (in arte Vito) nei panni del poliziotto sempre affamato. Magari, avessero avuto più spazio, si sarebbe potuto ridere di più.,Beppe Musicco