E’ un film sulle radici Nuovomondo di Emanuele Crialese. Radici e identità popolare, sembra questo il nucleo centrale del film del regista di Respiro. Un vedovo siciliano decide di mollare tutto per partire per il Nuovo Mondo assieme alla propria famiglia. Decisione sofferta perché mollare significa tagliare i ponti con il proprio mondo, quello Vecchio, quello dei padri. Così parte la famiglia Mancuso e con aspettative grandi quanto semplici (quella di mangiare, innanzitutto). Ma dopo un viaggio lungo e faticoso si ritroveranno di fronte ad una realtà che non avevano previsto.. Per raccontare l’Italia, Crialese si stacca dal registro realista con cui il cinema italiano ha spesso fatto i conti col proprio passato (dal Neorealismo puro al realismo de Lamerica di Gianni Amelio). La scelta è quella di focalizzare l’attenzione sulla percezione della famiglia Mancuso sulla nuova terra promessa, l’America, percezione spesso distorta e un po’ ingenua, ma sana. Che un contadino immagini la terra promessa percorsa da carote giganti o invasa da fiumi di latte è una notazione realista e anche commovente. Perché Crialese più che discorsi mette in mostra volti, povertà, dignità e soprattutto mentalità diverse. Sguardi sul mondo opposti: da un lato lo spirito pratico e la saggezza popolare, un buon senso che fa a pugni con la realtà di un mondo nuovo burocratizzato e astratto. L’esame di ammissione in America che il capofamiglia Mancuso deve sostenere, è da questo punto di vista significativo. Chi è il cittadino del Nuovo Mondo? Meglio, chi è il cittadino della Modernità?: chi sa risolvere test d’abilità ma non possiede un minimo senso pratico, apparendo slegato dalla propria storia e dal reale. La famiglia Mancuso, da questo punto di vista è una famiglia che sta scomparendo per sempre come quel Vecchio Mondo a cui Crialese guarda con occhi commossi. I Mancuso non hanno studiato, parlano male, non sanno le buone maniere, sono sordi, sono sporchi, non hanno mai visto una doccia in vita loro. Non sanno tutte queste cose ma sanno che cos’é una famiglia, che cos’è un padre. Anche se non parlano bene o non parlano affatto sanno cos’è una casa e come mandarla avanti. Sanno cos’è la sofferenza e sanno stupirsi di fronte alla bellezza imprevista (il personaggio di Lucy/Luce, interpretato dalla Gainsbourg). Sanno in poche parole dividere il grano dalla crusca. Sanno cosa è bene, cosa è male. Sanno vivere nel mondo. E per questo rimarranno fuori dal Nuovo Mondo politically correct.,Simone Fortunato,