Come previsto, il Festival di Cannes ha annunciato i titoli che vanno a completare la selezione ufficiale della manifestazione cinematografica, in programma dall’8 al 19 maggio prossimo. La vera sorpresa, per quanto riguarda il cinema italiano, è l’assenza di Loro di Paolo Sorrentino: per il film del regista napoletano, habituè del festival francese, ci si attendeva un “ripescaggio” dell’ultimo minuto. Inclusione che però non è avvenuta – ancora, a meno di clamorose novità – e sembra quindi difficile che l’opera in due parti dedicata alla figura di Silvio Berlusconi approdi alla vetrina di un festival importante (l’uscita nelle sale italiane del primo capitolo è fissata per il 24 aprile,quella del secondo capitolo per il 10 maggio). In concorso ci saranno invece Un couteau dans le cœur (Knife + Heart) di Yann Gonzalez, Ayka di Sergey Dvortsevoy, Ahlat Agaci (The Wild Pear Tree / Le Poirier sauvage) di Nuri Bilge Ceylan, (già vincitore della Palma d’oro nel 2014 con Winter Sleep). Fuori concorso ritorna Lars Von Trier dopo un “esilio” durato sette anni dovuto a controverse e assai discutibili frasi del regista sul nazismo. Del regista danese sarà presentato The House That Jack Built con Uma Thurman. Si aggiungono invece al programma di Un Certain Regard Muere, Monstruo, Muere (Meurs, monstre, meurs) di Alejandro Fadel, Chuva E Cantoria Na Aldeia Dos Mortos (The Dead and the Others / Les Morts et les autres) del portoghese João Salaviza e della brasiliana Renée Nader Messora, oltre a Donbass di Sergey Loznitsa che inaugurerà la sezione. Tra i Film di Mezzanotte (Séances de Minuit) ci saranno il documentario su Whitney Houston Whitney di Kevin Macdonald e Fahrenheit 451 di Ramin Bahrani, nuovo adattamento del romanzo omonimo di Ray Bradbury. Il film di chiusura del Festival sarà The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam, con Adam Driver, Jonathan Pryce e Olga Kurylenko, un vero e proprio evento cinematografico data la lavorazione quasi ventennale di questo progetto, che ha subito negli anni numerosissimi stop e ripartenze.

Maria Elena Vagni