Città del Messico. Al matrimonio di una giovane coppia dell’alta e ricca borghesia, irrompe un gruppo di ribelli dei ceti popolari. Con la complicità della servitù, depredano gli ospiti di tutti gli averi e ammazzano alla cieca. Ma in tutto il Paese esplode la rivolta. Marianne, uscita insieme al domestico Cristian prima dei disordini per portare aiuto a una donna malata, viene successivamente rapita dall’esercito rivoluzionario. Insieme a molti altri, è seviziata e torturata in attesa di un riscatto milionario.

In Nuevo Orden il regista Michel Franco sembra ammonirci: state vedendo un film, ma attenzione che quello che racconto potrebbe diventare anche realtà. Ambientato in Messico, ma potrebbe essere in qualsiasi altro Paese, Franco mette in scena la violenta ribellione dei più poveri a danno di una borghesia ricca, insensibile e superba. Il film è sostanzialmente diviso in due parti. La prima, ambientata al ricevimento del matrimonio di Marianne (Naian González Norvind) e Alan (Dario Yazbek Bernal), è caratterizzata da una sottile e crescente tensione; si percepisce che qualcosa di grave sta per accadere. L’ambiente è descritto molto bene, così come il cinismo e la freddezza di persone che non solo non si rendono conto di quanto sta accadendo intorno a loro ma che sono insensibili alla richiesta di aiuto di un ex domestico per la moglie malata. Il punto di rottura è rappresentato dall’invasione nella villa da parte dei ribelli. I toni si alzano subito, il ritmo è concitato e la violenza sfrenata diventa protagonista. Nel giro di poche ore il Paese è sotto il nuovo ordine dittatoriale costituito dall’esercito ribelle e appoggiato in segreto dai vertici militari. Franco ci riporta alle feroci dittature sudamericane; non ci risparmia torture ed esecuzioni sommarie e alcune scene ricordano Garage Olimpo di Marco Bechis.

Anche se ci tiene avvinti alle sorti di Marianne, rapita dai militari, il tutto è però un po’ troppo schematico. Sembra che al regista interessi soprattutto mettere in evidenza la violenza cieca esercitata dal potere, e lo fa in modo compiaciuto; la sua bravura è fuori discussione ma al film manca un po’ di approfondimento sociologico e anche i personaggi potevano essere un po’ più delineati. Film breve ma intenso, intriso di un pessimismo senza speranza, è stato premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2020 con il Gran Premio della Giuria. Nuevo Orden è disponibile su Amazon Prime Video e sulla piattaforma I Wonderfull ma ora anche al cinema.

Aldo Artosin