Ci sono due modi più diversi di fare cinema tra Christopher Nolan e Terrence Malick? Tra il cinema ipercinetico e incalzante del primo e i tempi dilatati del secondo? A rafforzare le distanze i due loro film usciti in questi giorni nei cinema italiani: Tenet di Nolan è adrenalinico e spettacolare; La vita nascosta di Malick è il racconto di una sofferta battaglia interiore. A estremizzare, poi, le differenze anche di “taglia”: Tenet è uscito in oltre 700 sale con la missione di cercare di “salvare” il Cinema in Italia (e in Europa) ed è partito molto bene se consideriamo le difficoltà di questo periodo; La vita nascosta lo si trova in appena 5 cinema (in due di Roma, e poi a Milano, Torino e Genova), frutto di un’assurda e incomprensibile scelta del distributore – la Disney che ha acquistato la Fox che ne deteneva i diritti in partenza – che oltre tutto non ha previsto non diciamo un lancio pubblicitario ma nemmeno un minimo avviso per stampa e siti Internet. Finora ha incassato pochi spiccioli, e come potrebbe diversamente? Noi ce ne siamo accorti per caso, figuriamoci il pubblico. Prevedibilmente, tra pochi giorni scomparirà. Proprio “nascosta” la storia di Franz Jägerstätter, martire del nazismo beatificato da papa Benedetto XVI.

Eppure, l’uscita in contemporanea dei due film è preziosa a spiegare ancora una volta alcuni tratti del nostro amore per il Cinema. Non abbiamo mai capito e apprezzato le contrapposizioni “ideologiche” di nessun tipo: tra cinema d’autore e cinema di svago, tra drammi e commedie, tra film di narrazione e titoli sperimentali o visionari. Si possono amare tutti i tipi di Cinema (e non a caso Nolan – tra i registi contemporanei più amati dai giovani, e non solo – ama moltissimo i film di Malick, in particolare The Tree of Life). Perché il Bello si può trovare in forme differenti, e chi si costringe in un unico ambito rischia di perdere occasioni. E noi, da vent’anni, ci siamo ripromessi di stare con gli occhi spalancati davanti a tutto quello che ci capitava davanti. Anche per poter proporre, di conseguenza, le nostre “scoperte” a chi ci leggeva.

E quindi, viva Nolan e viva Malick e le loro più recenti fatiche. Da vedere senza dubbio, a nostro parere, e magari rivedere insieme (ripartiranno i nostri cineforum, tranquilli…)

Antonio Autieri