Di un padre non si vede neanche l’ombra, ma a Neve sembra bastare una giovane madre che le vuole un gran bene e con cui formano una coppia molto affiatata. Poi nella nuova scuola media le compagne la prendono di mira – porta addosso l’odore di pesce dal lavoro della madre – e lei sprofonda in un mutismo che nessuno riesce a scalfire. Alla madre viene in mente che il teatro potrebbe essere una soluzione – recitare è sempre piaciuto a Neve, come anche a lei – così la iscrive a un corso di recitazione. Ma apparentemente anche questa sembra un’occasione inutile. Poi un giorno la madre non va a prenderla, e così Neve rimane sul “gobbone” a Leo, il giovane ed egocentrico attore cui fa capo il corso di teatro. E l’occasione ci sarà, ma per entrambi…

Curioso questo film, che si intitola Neve come la giovanissima protagonista – diretto (per la prima volta) e interpretato da Simone Riccioni, attore dotato di buone qualità visto già in altri film “piccoli” come E fu sera e fu mattina, Come saltano i pesci e La mia seconda volta, oltre che in Universitari di Moccia) e film indipendenti, marginali nel mercato ma capaci di attirare nicchie di pubblico, e con qualcosa di sincero di fondo. Qui i temi sono tanti: il bullismo, in primo piano, ma anche le seconde occasioni della vita, le difficoltà dell’adolescenza, la malattia e la perdita, la genitorialità, anche il ruolo terapeutico del teatro. Forse troppi, come i personaggi “curiosi” ma non approfonditi, come un prete che non sembra un prete e un regista che sembra un grillo parlante.

Neve è un film che fa simpatia, ma cui non si riesce a scontare alcuni difetti evidenti, soprattutto in sede di  sceneggiatura, che sfidano la credibilità e la capacità dello spettatore di accettare quel che vede sullo schermo: perché una malattia di cui non c’è alcun sentore e porta a una scomparsa improvvisa sembra un colpo basso invece che una soluzione narrativa; e un uomo che non riconosce la donna di cui era follemente innamorato non è credibile.

Ma Azzurra Lo Pipero, la ragazzina protagonista è molto brava e tutti gli interpreti ce la mettono tutta, con convinzione. E i temi messi in campo sono trattati con rispetto. Potrebbe bastare a chi vedrà il film, benintenzionato più che riuscito, ma che potrebbe risultare gradevole a spettatori senza troppe spocchie cinefile.

Antonio Autieri

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema

Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube