Thriller non convenzionale, almeno per l’ambientazione. Un’isola deserta utilizzata dalla polizia per le esercitazioni anti serial killer, un gruppo di aspiranti profiler e un serial killer vero che si aggira tra manichini, sagome di cartone e case disabitate. Harlin, un discreto curriculum alle spalle (è l’autore di '58 minuti per morire' ma anche del recente, insipido 'Driven'), si concentra sullo scenario atipico e prova a prendere la via del thriller claustrofobico a enigma (a tratti il film sembra ispirarsi oltre all'irrinunciabile 'Il silenzio degli innocenti' anche a 'Cube – Il cubo'). Peccato che però lo sviluppo della vicenda sia assolutamente monocorde (anche se il tasso di violenza e sangue è piuttosto sopra la media dei film del genere) e lo scioglimento del dramma inefficace e improbabile. Un thriller di fine estate, dimenticabile nonostante le efferatezze, che risente di tanta televisione (l’immancabile 'C.S.I' e 'Profiler – Intuizioni mortali') ma che raramente riesce a suscitare qualche emozione. Due parole sul cast: Kilmer e Slater che campeggiano su manifesti del film e nei titoli di testa, si limitano (forse per esigenze di budget) a comparire per una manciata di minuti.,Simone Fortunato