Natale col boss (id.)
Italia, 2015 – 96′
Genere: Comico
Regia di: Volfango De Biasi
Cast principale: Lillo, Greg, Paolo Ruffini, Francesco Mandelli, Peppino Di Capri
Tematiche: musica, camorra
Target: da 14 anni

Due chirurghi plastici vengono prelevati dalla camorra per cambiare i connotati a un boss latitante, la cui identità è stata scoperta dalla polizia.

Recensione

Volfango De Biasi non è un regista da cinepanettone come Neri Parenti o i suoi epigoni, così come Lillo e Greg (al secolo Pasquele Petrolo e Claudio Gregori) sono tra i migliori comici italiani, che da anni possono contare su un pubblico vasto e fedele, che li segue ogni pomeriggio su Radio2 in “610”. Così appare originale e azzeccato lo spunto del film, basato sull’errore dei due medici: il boss vorrebbe la faccia di Leonardo Di Caprio e si ritrova con le fattezze di Peppino Di Capri. All’inizio dà in escandescenze, ma poi ci prende gusto, al punto di volerlo impersonare anche negli spettacoli dal vivo. Dato che però è e rimane un boss della malavita, vuole la pelle dei due chirurghi, vuoi per il lavoro sbagliato, vuoi perché possono identificarlo. E per di più i due hanno anche assistito a un colloquio tra quest’ultimo e un corrotto commissario di polizia, quindi non sono più protetti neanche dalla legge. Legge che dovrebbe essere rappresentata da due poliziotti pasticcioni (Ruffini e Mandelli), che naturalmente credono che il boss sia veramente Peppino Di Capri. Equivoci, gente che entra ed esce, situazioni imbarazzanti come in una commedia teatrale, tengono viva l’attenzione dello spettatore, piacevolmente sorpreso dalla verve recitativa del cantante napoletano (perfetto anche nel ruolo del boss, come quando non sapendo le parole di “Champagne” la fa cantare al pubblico riscuotendo grande successo). Molto simpatico anche il cameo di Gianfelice Imparato nel ruolo dell’informatore cieco (lui che in Gomorra di Matteo Garrone, era l’ufficiale pagatore della camorra di Scampia). Il lato più debole del film però sono Mandelli e Ruffini, in una specie di riduzione poliziottesca di Starsky e Hutch: il primo perennemente survoltato, l’altro più che altro occupato a compiacersi del suo accento toscano. In una commedia umoristica in cui, una volta tanto, non si deve far appello a nudità o rumori intestinali e che può contare su un soggetto azzeccato, Ruffini e Mandelli riescono ad abbassare il livello in tutte le scene che li vedono protagonisti, con una recitazione sciatta e ammiccante, dai dialoghi scarsi e che soprattutto non fanno ridere. Una presenza probabilmente voluta dal produttore Aurelio De Laurentis che vede i due ancora come catalizzatori del pubblico giovanile. Peccato per il film che ci perde, quando invece poteva proporsi come simpatico concorrente di Quo Vado? di Checco Zalone. Ma che comunque riesce, almeno in parte, a staccarsi dalla monotonia finto vacanziera natalizia nella quale è rimasto imprigionato Christian De Sica.

Beppe Musicco