In My Son Edmond Murray lavora per una compagnia petrolifera ed è sempre in giro per il mondo. È divorziato e ha un figlio di 7 anni, Ethan. Un giorno riceve la telefonata della ex moglie Joan che gli annuncia che il piccolo è stato rapito. Tornato a casa sua in Scozia, Edmond inizia una disperata ricerca solitaria del bambino…

Christian Carion, regista francese di un capolavoro come Joyeux Noël, realizza con My Son il remake di un suo film del 2017. L’ambientazione si trasferisce nel nord della Scozia, ma la storia rimane identica. Siamo di fronte alla riproposizione di un classico del cinema: un uomo che cerca di farsi giustizia da solo ritrovando il figlio rapito. My Son, però, non decolla mai veramente e non avvince più di tanto lo spettatore. Se l’inizio fa ben sperare, soprattutto per la descrizione dei rapporti che ci sono tra Edmond (James McAvoy) e la ex Joan (Claire Foy) e per l’aria di mistero che incombe sulla vicenda, lo sviluppo delude perché alcuni temi e personaggi si perdono di vista e la tensione non è troppo incisiva; eppure si sta parlando di una rete criminale (pedofili?) che rapisce bambini. Edmond risolve troppo facilmente il caso ed è piuttosto poco credibile il modo in cui riesce a destreggiarsi tra le difficoltà. Ci sono figure interessanti come quella dell’ispettore Roy (Gary Lewis) o come quella di Frank (Tom Cullen), il compagno di Joan, che potevano essere approfondite meglio. My Son – disponibile su Amazon Prime Video – si segnala soprattutto per una bella e coinvolgente fotografia, con i paesaggi scozzesi che conquistano la vista ma non sono sufficienti per fare del film un thriller convincente.

Aldo Artosin

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del Cinema