Esce in un periodo di “saldi estivi” per le sale cinematografiche italiane questa commedia ispano-statunitense che, in epoca di commedie estreme e scollacciate, si rifà invece con spudorata ingenuità ai classici, dove New York era la città dell’amore e della creatività, i banchieri erano cattivi cattivi, i giovanotti pieni di romanticismo e iniziativa e un croissant poteva cambiare la giornata di una persona…

La storia segue binari noti, giocando con i cliché della commedia romantica di una volta, con le due  cugine protagoniste piene di sogni da realizzare, ma solo tanto cuore e pochi soldi per farlo.  Mentre Vivien vuole restare fedele alla tradizione della zia (che ha accumulato l’affetto degli storici abitanti del quartiere ma anche un sacco di debiti), Chloe, che collabora in modo per il vero piuttosto polemico con uno show culinario la cui star è uno chef spagnolo tanto bello quanto scemo, non vede l’ora di mettere alla prova le sue idee rivoluzionarie… Il risultato è il “pasticcio in cucina” del titolo, che minaccia di mandare definitivamente in fallimento l’attività.  Per fortuna a dare una mano arriva un giovane impiegato di banca con ambizioni da scrittore (è stato addirittura in Spagna sulle orme di Hemingway, dove ha trovato ispirazione ma non abbastanza coraggio), mentre sullo sfondo si intreccia anche la storia d’amore tra l’imbranatissimo commesso Ian e la cilena Daniella, arredatrice amica di Chloe. Oltre alle tre coppie romantiche protagoniste, il film si diverte ad accumulare personaggi surreali come un russo fabbricatore di droghe dagli effetti inaspettati, un lustrascarpe che legge le persone a partire dalle loro calzature, un vecchio zio rintronato in pensione e una copia di arzilli vecchietti assassini…

Il film, tra citazioni di C’e’ posta per te, Arsenico e vecchi merletti e altri classici d’epoca ma anche i dovuti omaggi a New York e alla sua poesia, procede in modo anarchico ma non spiacevole verso un prevedibile lieto fine, qualche volta sacrificando la psicologia a svolte di plot a sorpresa non sempre del tutto credibili. Tra un film di supereroi e i prevedibili horror estivi può essere che questa immersione in un romanticismo d’altri tempi trovi un pubblico disposto a perdonare qualche piccola incongruenza per concedersi due ore di spensieratezza.

Laura Cotta Ramosino