Il debutto alla regia del direttore della fotografia Benoît Delhomme, ambientato negli anni 60, si colloca a cavallo tra thriller alla Hitchcock e melodramma alla Douglas Sirk, ma l’indecisione tra i due stili non ne aiuta lo sviluppo.  Remake di un film francese del 2018 di Olivier Masset-Depasse, Mothers’ Istinct è un dramma domestico che vede due donne sullo stesso palcoscenico e alimenta costantemente la tensione tra loro. Alice (Jessica Chastain) e Céline (Anne Hathaway) vivono in case vicine in un verde sobborgo. Il figlio di Alice, Theo (Eamon Patrick O’Connell), e il figlio di Céline, Max (Baylen D. Bielitz), sono migliori amici e le due madri sono ugualmente inseparabili. Hanno case ben tenute, giardini curatissimi e le loro persone preferite vivono nella porta accanto. La visione ideale della perfetta “american way of life”. Delhomme mette a frutto qui le sue abilità di direttore della fotografia, evocando il mondo di Alice e Céline in una tavolozza di delicati colori pastello.

La felicità domestica delle due vicine e amiche viene infranta quando un tragico incidente distrugge la vita di Max mentre Alice cerca di salvarlo. Nel suo dolore, Céline si attacca a Theo, agendo per lui come una sorta di seconda madre. Alice si preoccupa presto del modo in cui Céline stravede per suo figlio, e ancora di più dal modo in cui sembra metterlo “accidentalmente” in pericolo. Che stia forse mettendo in atto qualche piano malato per vendicare la morte di Max? Sta cercando di cacciare Alice e sostituire il figlio perduto con Theo? Oppure è davvero solo una madre in lutto, in cerca di conforto in compagnia della sua migliore amica e del bambino di cui entrambi si prendono cura?

La premessa è gravida di possibili sviluppi e dà alle due protagoniste la possibilità di scontrarsi mostrando tutto il loro fascino di dive. Le interpretazioni di Jessica Chastain e Anne Hathaway sono uno sfoggio di abilità, ma evidenziano anche un nodo del film: sebbene i loro personaggi vivano uno accanto all’altro in case praticamente identiche, sembrano appartenere a mondi completamente differenti. La Chastain offre la performance riservata di un personaggio in un dramma serio, con reazioni tenui ed emozioni discrete. Al contrario, la Hathaway tende a fissare direttamente la macchina da presa per evidenziare il dramma, o a esprimere un intero repertorio di espressioni scioccate o scandalizzate.

La parte della Hathaway sembra quasi tendere alla commedia, e ci sono numerosi dettagli che suggeriscono che Mothers’ Instinct aspiri a un tipo di teatralità che ricorda un thriller vintage alla Alfred Hitchcock, con tanto di colonna sonora di Bernard Herrmann. La preparazione all’incidente di Max vede Alice farsi strada attraverso l’apertura nella siepe tra le due case, un’immagine che non può non far pensare a sfumature morbose. Ulteriori colpi di scena riguardano la mancanza di farmaci per il cuore e l’uso vendicativo di biscotti al burro di arachidi, mentre la storia diventa sempre più sconvolgente.

Eppure, Mothers’ Instinct riesce comunque a non esagerare; le sue immagini sono sobrie, persino serie, in un modo che però non si adegua alla crescente paranoia del racconto. Alice è sempre più convinta che Céline stia tramando contro di lei, e poi sempre più preoccupata che possa essere tutto solo nella sua testa. Invece di darci accesso alla psicologia di Alice ed entrare nella sua mente in crisi, il film ci tiene a rispettosa distanza. Non importa quanto la trama sembri spingerci verso territori più sensazionalistici; il film di Delhomme conserva il tono cupo di un dramma severo.

Quando arriva il finale però, i colpi di scena portano il film lontano da ogni accettabile realismo, ma al tempo stesso anche da quel tono assurdo che in un melodramma non avrebbe sfigurato. Ciò che restano sono invece i toni pastello e (fortunatamente) due brave attrici.

Beppe Musicco

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