A distanza di dodici anni dalla fortunatissima realizzazione di Monsters & Co., firmato dal trio formato da Pete Docter (poi regista di Up), Lee Unkrich e David Silverman, la Pixar propone il prequel di quel bellissimo film in cui avevamo fatto la conoscenza dei simpatici mostri Mike Wazowski e James Sullivan detto Sulley, spaventatori leader della ditta che poi veniva sconvolta da intrighi vari e dalla scoperta che i bambini umani non erano tossici. In questo episodio andiamo alle loro origini: inizialmente vediamo il piccolo Mike scoprire la fabbrica Monsters Inc. e il mestiere di spaventatore, decidendo che sarà quella la sua attività da grande. Per questo lo vediamo poi iscriversi alla prestigiosa università in cui potrà laurearsi mostro professionista in spaventi: ma dovrà studiare tanto e lavorare sodo per colmare il gap tra sé, piccolo mostriciattolo monocolo più buffo che terrificante, e mostri che sanno davvero far paura come Mike Sullivan, grosso mostro peloso che oltre tutto, essendo figlio d’arte, è convinto che le doti naturali bastino, senza alcun impegno; al massimo, all’università ci si va per divertirsi goliardicamente. Entrambe le matricole, che non si sopportano, vengono prese di mira dalla terribile preside Tritamarmo. Mentre il resto del campus si divide in confraternite rivali di diverso calibro orrorifico: quando Mike e Sulley rischiano di dover lasciare l’università, sono costretti ad allearsi – molto controvoglia – e unirsi a una squadra di simpatici e innocui mostri per vincere le gare delle Spaventiadi: se vincono, potranno essere riammessi ai corsi…,Pur senza arrivare alle vette di genialità e soprattutto di commozione di Monsters & Co. (indimenticabile il rapporto che si creava tra il gigantesco Sullivan e la piccola bimba Boo), Monsters University diretto da Dan Scanlon – e proposto peraltro in un 3D superfluo, come spesso nei film di animazione – è non solo molto divertente come quasi tutti i film della Pixar, ma anche ricco di spunti molto interessanti. In questo che è un vero “buddy movie” – quel genere tipico del cinema americano in cui due uomini molto diversi si detestano e poi diventano, dopo diverse prove, grandi amici – è ovviamente l’amicizia il valore che unisce Mike e Sullivan, ma dopo aver accettato l’uno le caratteristiche (e i difetti) dell’altro. Ed è bello scoprire come gli amiconi del film precedente abbiano dovuto superare iniziali pregiudizi e ostilità per cementare il loro rapporto (mentre il perfido Randall era all’inizio amico di Mike).,Ma si parla anche di desiderio, che è la molla di Mike per scoprire la sua vocazione a diventare “spaventatore”, di talento che non basta per emergere ma si deve accompagnare a un grande impegno (per Sullivan studiare non serve, basta tirar fuori quello che è già). Ancora più acuto è lo spirito di osservazione di Mike, che da leader della sua squadra di “sfigati” della Oozma Kappa, capisce che ogni mostro – cioè ogni persona – ha le sue qualità, e valorizzandole e unendo le forze si può ottenere molto di più che da soli. Fin qui tutto o quasi potrebbe rientrare nella norma di tanti film, anche di animazione. Ma è nel finale, dopo una serie di colpi di scena, in cui avvengono le cose migliori: cercando di non rivelare troppo, ci basti accennare che le vie per arrivare al proprio compimento sono molteplici. Certo non è indispensabile l’università: per emergere, con l’impegno, si può arrivare anche dal basso. Tutto molto in linea con il sogno americano, forse, ma non privo di spunti educativi per tutti, anche oggi.,Soprattutto, colpisce la sorpresa che Mike genera in Sullivan – che gli confida le sue debolezze quando lo scopre amico, arrivando ad ammettere il suo valore (“Tu non fai paura neanche un po', ma non ha paura di niente”) – e perfino nella terribile preside. Non per far sconti – errori e scorrettezze, comunque, si pagano – ma per incoraggiare comunque a proseguire sulla propria strada con la giusta convinzione (“Continui a sorprendere gli altri”). Alla fine, questo prequel si rivela non tanto, come poteva essere, un’operazione commerciale fine a se stessa, ma utile capire di più Mike e Sullivan, questa strana coppia di grandi amici del cinema animato del XXI secolo.,Antonio Autieri