In Minions 2 vediamo il quasi dodicenne Gru, coltivare un sogno: entrare nella temibile banda dei Malefici 6 che sta cercando nuovi adepti dopo aver spodestato l’ex capo Willy Krudo. Il giorno del colloquio Gru viene deriso dalla banda e, per vendicarsi, ruba la preziosa pietra che dà poteri speciali per diventare cattivi. I Malefici 6 iniziano a dargli la caccia e così fa anche Krudo che lo rapisce perché, entrato in possesso della pietra, potrebbe tornare ad essere di nuovo il leader dei cattivi. Il problema, però, è che la pietra non ce l’ha più Gru ma il Minion Otto, che la scambia con un sasso di nessun valore… Intanto, i Minions Kevin, Stuart, Bob e lo stesso Otto, preoccupati per le sorti di Gru, partono per San Francisco in aiuto del loro amico.

Visto il successo planetario del primo Minions (uscito nel 2015, aveva incassato 1,1 miliardi di dollari), era scontato il sequel che è approdato al cinema quest’anno dopo aver subito ritardi causa Covid. Dei Minions – di queste simpatiche, buffe e pasticcione creature gialle dal linguaggio incomprensibile – sappiamo ormai tutto. Non solo per il film precedente, ma anche per averli visti nella saga di Cattivissimo me dove hanno fatto ridere il pubblico di tutto il mondo. Anche se nel film diretto da Kyle Balda manca un po’ l’effetto sorpresa e la sceneggiatura non è il suo forte, quello che non manca è il divertimento. Più che le imprese di Gru e più che la sua sfida ai Malefici 6, quello che interessa allo spettatore è seguire le incredibili peripezie di Kevin, Stuart, Bob e Otto. Li vediamo improvvisarsi piloti di aereo, diventare “esperti” di kung-fu; li scopriamo pronti a tutto per riunirsi all’amato Gru. Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo è un film che procede per gag e per citazioni di diversi classici del cinema; da Kill Bill a Kung-Fu Panda, da Mission Impossibile a Easy Rider. E non manca neanche la citazione musicale di un cult come Il grande freddo. Ambientato alla fine degli anni 70, quello prodotto da Illumination è un buon film per le famiglie e per i bambini di tutte le età che può piacere anche ai più adulti.

Stefano Radice

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