Simone Recchia è un incorruttibile guardia di finanzia, spauracchio di tutti gli evasori; ha fiuto e non sbaglia un colpo (anche se stressa molto la sua squadra di fidati collaboratori che non ne può più di lui). Claudia ha una piccola società di restauro di opere d’arte in crisi economica perché la Sovrintendenza alle Belle Arti non le paga le commesse. Come fa a vivere e a pagare le sue due collaboratrici? Con la pensione della nonna. Quando questa muore, per evitare di perdere i contributi e far fallire la società, Claudia e le amiche decidono di congelarla. Sulla loro strada, però, incrociano Simone che si innamora perdutamente di lei con il rischio di diventare complice di un reato. Riusciranno i protagonisti a uscire da questo inghippo?

Fresca commedia diretta dagli esordienti Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi e scritta da Fabio Bonifacci, che si inserisce nel solco di un grande film comico di fine anni 80 come Week-end con il morto. Senza raggiungere le vette dell’illustre precedente, Metti la nonna in freezer regala gag divertenti e classici equivoci, soprattutto nella prima parte. E questo grazie alla sceneggiatura e all’ottima sintonia dei due protagonisti, Fabio De Luigi e Miriam Leone (speriamo che la coppia sia riproposta anche in futuro), ma anche grazie alla verve di tutto il cast che annovera, tra gli altri, Lucia Ocone, Marina Rocco e, soprattutto, Barbara Bouchet davvero brava nei panni della nonna Brigit. Aleggia su tutto, poi, il tema attuale della precarietà nel lavoro.

Peccato che, nella seconda parte, il film perda un po’ smalto e il suo svolgimento risulti un po’ troppo prevedibile (lieto finale incluso). Alla loro seconda opera – Fontana e Stasi avevano esordito nel 2014 con Amore oggi – i due registi hanno dimostrato, però, di tenere bene il set e di condurre in porto un film che per 100’ riesce a intrattenere piacevolmente il pubblico.

Aldo Artosin