Maria Rodrigues (Karin Viard, già protagonista de La famiglia Bélier) è una badante cui è deceduta la donna che assisteva. Alla ricerca di un nuovo lavoro, trova un posto come inserviente per le pulizie alla Scuola di Belle Arti. Brava e orgogliosa di un lavoro che ritiene giustamente importante, Maria è però spaesatissima; tra installazioni più o meno criptiche e studenti iper creativi alla ricerca di sempre nuove ispirazioni, trova una spalla in Hubert (Grégory GadeboisAngéle et Tony, L’ufficiale e la spia), il gentile custode dell’edificio e dei suoi tanti segreti, che la copre anche quando inavvertitamente getta un pezzo di formaggio che riteneva avanzo di un rinfresco quando invece faceva parte di un’opera d’arte d’avanguardia.

Maria e l’amore, diretto da  Lauriane Escaffre e Yvo Muller, è una delicata storia sull’ incontro tra due timidi e riservati cinquantenni, che offre spunti interessanti in un luogo – la Scuola di Belle Arti – che apre a un mondo di creatività e scoperta; resta il fatto che il film prende il sentiero battuto della tipica commedia romantica nonostante cerchi di evitare i cliché legati al genere. Ma se a un certo punto del film i due protagonisti si incolpano a vicenda per mancanza di audacia, è una mancanza di audacia che ritroviamo anche in una messa in scena vivace, che però spesso manca di mordente (anche l’emancipazione femminile indipendente dall’età in cui la si scopre, è un tema affrontato in maniera abbastanza scontata). Se invece accettiamo il film per quello che è, una commedia romantica, il fascino dei personaggi e l’alchimia tra i due protagonisti rendono più che accettabile anche la scarsa originalità del tema.

Beppe Musicco

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