Veronesi, reduce dal successo di Che ne sarà di noi, in questo film riporta sul grande schermo la commedia, una volta cavallo di battaglia del cinema italiano, e lo fa senza che il racconto nel complesso scada nello scontato e utilizzando una regia che si adatta in modo sempre nuovo alle situazioni descritte.,La regia segue, variando il ritmo, le fasi di certa fenomenologia dell’amore: innamoramento, crisi, tradimento, abbandono. La prima fase è raccontata con un ritmo incalzante da un cast di giovanissimi; il regista usa di continuo il meccanismo dello sguardo in macchina: l’amico “dell’innamorato perso” ci spiega, con battute divertenti, le caratteristiche tipiche della “malattia” che ha travolto Tommaso, interpretato da Silvio Muccino, apprezzabile nella sua interpretazione ricca di autoironia.,Si passa poi al ritmo nervoso e problematico dei dialoghi e dei silenzi, pieni di tensione, della coppia in crisi, ben interpretata da Margherita Buy e Sergio Rubini: lei in cerca delle soluzioni più “esotiche” per risolvere la situazione si scontra con le risposte e le battute ciniche di lui, che vede come unica soluzione l’attesa annoiata e rassegnata della fine di questa fase di crisi. Si arriva poi al momento tradimento: unica fase, che forse per l’interpretazione un po’ stereotipata della Litizzetto, convince di meno e rischia di far scivolare il ritmo divertente della narrazione. A chiudere la raccolta ritmata dall’audio-book, come ultima uscita seguiamo i consigli a cui si deve attenere l’uomo abbandonato. In questa fase si può riconoscere più che nelle altre lo stampo della vecchia commedia amara all’italiana: Verdone interpreta un personaggio dai tratti malinconici in una caratterizzazione meno pesante e volgare di altre volte, e invita lo spettatore alla risata che scaturisce dalle situazioni realmente tragicomiche in cui si ritrova il personaggio. Sorprende positivamente un fatto: il film non scivola senza senso nella fase dell’abbandono, ma il cerchio si chiude in maniera ciclica riaprendosi ad una speranza, ripartendo dal via.,Cecilia Spera