Titolo: Malala (Id.)
USA 2015 – 93′
Genere: Documentario
Regia di: Davis Guggenheim
Cast principale: Malala Yousafzai, Ziauddin Yousafzai
Target: sopra gli 11 anni

La storia della ragazza colpita dalla violenza dei Talebani

Recensione

La storia di Malala, ragazzina pakistana colpita dalla violenza dei Talebani, è stata raccontata da numerosi libri (tra cui l’autobiografia Io sono Malala) e articoli. Non era mai successo che una minorenne vincesse il premio Nobel per la pace: era inevitabile che il cinema ci mettesse gli occhi, ma l’idea originaria di farne un film hollywoodiano ha lasciato spazio al più rispettoso documentario, firmato da un grande specialista in questo genere, Davis Guggenheim (vincitore anche di un premio Oscar per Una scomoda verità, ma anche regista di molte serie tv). Si raccontano innanzi tutto i fatti e il contesto dell’Afghanistan liberato da un regime oscurantista ma ancora molto condizionato dal fanatismo violento: Malala, ragazzina coraggiosa e amante dello studio, a 11 anni inizia a scrivere sotto pseudonimo un blog per la BBC sulla sua vita di ragazzina in una città tiranneggiata dai Talebani, tanto da essere vittima di un terribile attentato (le spararono alla testa, quando aveva 15 anni, nel 2012); attentato da cui si è salvata per miracolo, ma che le ha lasciato segni nel corpo (infezioni e paralisi). Ma dopo lunga e difficile rieducazione, è arrivato nel 2014 il premio Nobel e soprattutto una nuova vita in Inghilterra, e continui viaggi e conferenze – impressionante il suo discorso all’Onu – dove continua coraggiosamente a esporsi per il diritto alla libertà e allo studio dei bambini, in tutto il mondo.
Il sospetto di santino agiografico può far capolino, legittimamente; e quanto alla forma, se un film poteva essere ancora più retorico, certo al tempo stesso poteva risultare più coinvolgente di un documentario. Guggenheim, però, non trasforma la ragazza pakistana in un’eroina solitaria, ma la situa nel contesto di una bellissima famiglia che l’ha prima cresciuta bene, poi sostenuta con forza e determinazione; senza nascondere i suoi limiti, perché è pur sempre una ragazza che vuole divertirsi e che litiga con i fratellini. Il maggior pregio del film, consigliabile soprattutto per ragazzi e giovani e in particolare in ambito scolastico, è poi di mostrare quanto sia dirompente l’amore per i libri, per lo studio, per la voglia di sapere, e quanto queste cose possano fare paura a chi vuole tenere le persone sotto il tallone del proprio potere.

Antonio Autieri